Irrompono in tre armati di cacciavite, momenti di paura nella gioielleria al Barco: i banditi riescono a scappare con due chili di oro dopo aver legato e imbavagliato il titolare. Sul posto la volante della questura
Ferrara, 12 novembre 2008 - Gli hanno intimato di andare nel retrobottega minacciandolo con un cacciavite, lo hanno legato con del nastro adesivo per poi ripulire i ripiani della vetrina del negozio, riempiendo un sacco di circa due chili d’oro. Poi sono scappati a piedi, attesi forse da un complice.
Sono queste le sequenze drammatiche della rapina messa a segno ieri mattina alle 10,15 da tre banditi che hanno assaltato la gioielleria di Roberto Martini in via Bentivoglio 121 al Barco.
Al momento dell’irruzione nel negozio c’era il padre del titolare, Carlo Alberto di 76 anni.
Uno dei banditi, con un berretto che gli occultava parzialmente il volto, ha suonato alla porta e il gioielliere ha aperto. E’ stata una questione di attimi: fulmineamente a ruota sono entrati anche altri due banditi, anche loro parzialmente travisati con fazzoletti e berretti.
"Vai nel retrobottega" , gli ha urlato uno dei malviventi puntando contro l’anziano un cacciavite. Terrorizzato, il 76enne ha ubbidito e una volta raggiunto il retrobottega è stato legato mani e piedi con del nastro adesivo.
A quel punto i tre banditi hanno avuto tutto il tempo per sistemare in un sacco nero della spazzatura tutti i monili d’oro che si trovavano sui ripiani di una vetrina del negozio, in tutto — secondo una prima stima — due chili l’oro per un valore di circa cinquemila euro.
Poi sono scappati a piedi, ma è assai probabile che non distante li aspettasse un quarto complice assieme al quale si sono poi definitivamente allontanati dalla zona in auto. A dare l’allarme è stata una guardia giurata che ha ricevuto la segnalazione dal 76enne che nel frattempo era riuscito a liberarsi: gli è bastato premere un pulsante e e dalla centrale del servizio di vigilanza privato e partito l’allerta per la Polizia.
Sul posto è arrivato l’equipaggio di una Volante della Questura e subito dopo i poliziotti della Squadra Mobile coordinati del dirigente Pietro Scroccarello.
A livello di indagini serebbero stati raccolti degli indizi giudicati interessanti dagli investigatori: i tre banditi potrebbero essere degli stranieri dell’est .
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