Parla il capogruppo dei Verdi Barbara Diolaiti dopo la minaccia degli studenti della Don Milani allo sciopero della fame: "Il problema esiste e va risolto"
Ferrara, 17 novembre 2008 - "I genitori dei piccoli alunni della Don Milani hanno una ragione sacrosanta: il problema mensa esiste, il Comune è inadempiente". Barbara Diolaiti, capogruppo dei Verdi, non usa mezzi termini. La vicenda rivelata dal ‘Resto del Carlino’, e che questa settimana rischia di sfociare nel clamoroso... sciopero della fame degli studenti del plesso di via Pacinotti, "investe infatti una pluralità di altre scuole e altre migliaia di famiglie — rivela la Diolaiti —; già un anno fa il problema sollevato dai cittadini si era posto all’attenzione istituzionale, ed in Consiglio comunale era stata approvata all’unanimità una risoluzione che ingiungeva all’Istituzione Scuola di intervenire in merito alla qualità dei pasti ed all’enormità degli sprechi. La denuncia del Comitato genitori della Don Milani evidenzia che nulla è stato fatto...".
Un passo indietro: nei giorni scorsi i rappresentanti delle famiglie degli studenti della scuola di Quacchio hanno redatto un durissimo dossier. Sotto accusa la coop (Cir) che in appalto con il Comune provvede al confezionamento dei pasti: "I nostri figli tornano a casa lamentandosi quotidianamente del servizio mensa, affermando che il cibo è sgradevole, tant’è che a fine pasto le porzioni appena assaggiate finiscono nel sacco del pattume — un passaggio della lettera-esposto —. Quindi non solo cibo immangiabile, ma altresì un grande spreco, del tutto inaccettabile se si pensa al particolare periodo in cui tutti stiamo vivendo, in cui molti di noi arrivano a fatica a fine mese".
Parole che rinforzano la denuncia della Diolaiti: "Sono sconcertata, perchè oltre un anno fa era stato chiesto al Comune, oltre che dai cittadini anche dalle forze politiche, di rivedere gli appalti, di verificare i menu e le regole dietetiche. C’erano segnalazioni precise su pasti poco... appetibili ma anche su cibo che arrivava alle mense troppo freddo — ricorda la Diolaiti —, non è possibile che alle istanze dei genitori della Don Milani l’amministrazione risponda di essere vincolato dall’appalto. Significa ammettere di essere quasi... ostaggi di una grossa coop!".
Ma nella risoluzione approvata in Consiglio comunale, ricorda l’esponente dei Verdi, "c’era anche l’impegno a favorire le forme di auto-organizzazione delle famiglie, non ostacolarne l’impegno perchè nelle mense migliori con il loro contributo la qualità del servizio. Tanto più di uno fondamentale come quello della refezione". Un anno fa, nel corso del dibattito nell’assemblea civica, erano emersi particolari... gustosi: "Spesso venivano serviti ai bimbi veri e propri ‘papponi’ a base di fagioli e altri legumi sgraditi — sorride la Diolaiti —, ci si disse che erano prodotti biologici e di questo eravamo e siamo tutti felici. Ma se il ‘bio’ finisce, dritto e filato, nel sacco della spazzatura c’è qualcosa che non funziona nelle mani dello chef. Ed allora cambiare qualcosa non solo dev’essere possibile, ma è anche obbligatorio".
L’appello dei genitori della Don Milani diventa dunque un caso politico: "Se i nostri figli tornano a casa affamati perché a scuola non mangiano evidentemente un problema c’è e va risolto al più presto — si chiude la lettera dei cittadini —, visto il compito e la responsabilità che l’amministrazione, responsabile di comportamenti omissivi volti più a tutelare interessi di parte che la salute dei nostri figli". Concorda la Diolaiti: "L’assessore alla Pubblica Istruzione Maisto deve chiarire subito perchè gli impegni assunti in sede istituzionale non sono stati rispettati — conclude la Diolaiti —; l’Istituzione Scuola aveva il dovere di verificare il confezionamento dei pasti, facilitare il ruolo delle famiglie ed evitare enormi sprechi, ed invece è rimasta evidentemente supina rispetto alla coop".
di Stefano Lolli
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