Sindacati contro Di Palma. E si innesca la bufera: "Paghi chi non ha dato ordine di presidiare la manifestazione"
Ferrara, 18 novembre 2008 - Più che scusarsi, i vigili urbani contrattaccano. Richiamando il comandante Carlo Di Palma, ed i suoi più fidati ispettori, ad un’assunzione di responsabilità: "Chi ha sbagliato nel non garantire il presidio allo sciopero di venerdì non sono stati gli agenti ed i ‘viabilisti’, perciò a scusarsi non devono essere genericamente i vigili urbani ma proprio chi non ha dato le corrette disposizioni di servizio".
La presa di posizione è della Rsu Sulpm, che ieri ha deciso di far luce sull’episodio avvenuto la scorsa settimana; con centinaia di lavoratori Cgil già mobilitati di fronte alla sede di Unindustria, non era garantito il servizio di viabilità in via Montebello. Parole di fuoco del segretario della Camera del Lavoro Giuliano Guietti e, all’indomani, parziale ammissione di colpa della Polizia Municipale; da quella nota, tuona il Sulpm, "sembrerebbe che il mancato ausilio alla manifestazione dipendesse dal singolo operatore e non dalla mancata programmazione dell’evento. Se i colleghi sul posto asseriscono di non aver avuto alcun ordine specifico, non c’è di che dubitare".
Il pasticcio, al di là della gravità dell’accaduto (dopo una mezzora il presidio dei vigili urbani era stato attivato), appare dunque emblematico: "Ogni giorno, gli operatori che entrano in servizio sono dotati di un ‘foglio di pattuglia’ sul quale vengono annotati i compiti, e sono obbligati a darne esecuzione, pena sanzioni disciplinari", incalza la Rsu. Sanzioni tutt’altro che infrequenti: "Proprio in questi giorni sono stati aperti procedimenti disciplinari a carico di colleghi per fatti di minore gravità — denuncia il Sulpm —. Per dare esecuzione ad atti del loro ufficio, si sono trovati... fuori zona e si sono ritrovati ad essere deferiti alla commissione disciplinare".
Perciò se l’inconveniente che venerdì ha costretto gli stessi esponenti della Cgil a trasformarsi in ‘ausiliari del traffico’ e bloccare materialmente l’incrocio tra Giovecca e Montebello fosse stato in qualche modo imputabile agli agenti, i provvedimenti disciplinari ("che pregiudicano la professionalità e anche l’avanzamento di carriera") sarebbero scattati implacabili. "La mancanza proviene perciò da chi doveva programmare tali servizi, e che invece non ha dato disposizioni o se ne è dimenticato", la lapidaria affermazione della Rsu. Che dice di non poter "permettere che si parli di ritardo o disguido: bisogna parlare di inosservanza di una previsione di un servizio di non poca importanza, come è appunto una manifestazione pubblica".
Le scuse, rapide quanto mielose, dunque non bastano: "Siamo certi che la puntualità e la solerzia con cui il comando, con il tramite degli ispettori, provvede ad assicurare il buon funzionamento dei servizi e la puntualità dell’operato degli agenti — incalzano i sindacalisti della Polizia Municipale —, si attiverà al fine di comprendere il motivo del disservizio aprendo le procedure di indagine interna e provvedere ai sensi del ‘Regolamento di Polizia Municipale’ e quindi con le sanzioni previste". Per la propria parte il Sulpm afferma di voler prendere spunto da questo episodio "per verificare che il tutto proceda secondo equità e senso di giustizia".
Il che, in questa vicenda, significa comunque mirare in alto: le scuse indistinte, che paiono accreditare l’idea di qualche irresponsabilità tra gli agenti, non bastano, "sarebbe stato magari più opportuno — concludono gli esponenti della Rsu a margine della nota — che ad ammettere l’errore fosse stato innanzitutto il comandante Di Palma".
di Stefano Lolli
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