Cibi sgraditi e troppi sprechi: si allarga la protesta nelle scuole. Alla ‘Don Milani’ volantino per lanciare lo sciopero in... bianco: pappa sì ma senza ragù
Rovigo, 19 novembre 2008 - E’ una ribellione in stile... Gianburrasca. Con una differenza però nel menu: se il ragazzino terribile del celebre libro e sceneggiato tv inneggiava alla pappa col pomodoro, alla scuola Don Milani domani è ventilato lo ‘sciopero in bianco’. Molti bambini sceglieranno infatti la pasta senza sugo o ragù, in segno di protesta contro un servizio mensa sgradito, e contro gli sprechi immani di cibo. L’iniziativa, inedita quanto clamorosa, è ventilata (con un volantino) dal Comitato genitori del plesso di via Pontegradella; convocati proprio ieri (guarda caso!) dai dirigenti dell’Istituzione Scuola che prima degli articoli del ‘Resto del Carlino’ erano rimasti sordi e muti rispetto alla protesta delle famiglie.
Ma la vicenda è destinata a allargarsi. C’è già chi evidenzia come il problema della mensa scolastica sia da tempo all’attenzione delle famiglie degli alunni delle ‘Manzoni’, delle ‘Pascoli’, delle scuole di Baura (dove la scissione rispetto alla gestione del colosso cooperativo Cir è già scattata, al pari di San Bartolomeo), e probabilmente di altre scuole. Che il caso si estenda a macchia d’olio lo testimonia anche la capogruppo dei Verdi Barbara Diolaiti, che in questi giorni ha lamentato l’inerzia dell’Istituzione Scuola; ricordando fra l’altro che a fine maggio è stata approvata in Consiglio comunale che impegnava l’amministrazione ad intervenire — e con urgenza — per migliorare la qualità dei pasti ed evitare gli enormi sprechi di cibo.
"Ed invece ogni giorno vedo personalmente sacchi e sacchi di alimentari finire nel pattume — rivela Vanna Ruggeri, mamma di alunni delle scuole comunali —; fra l’altro non viene neppure effettuata la raccolta della ‘frazione organica’ così che allo sciupio si aggiunge anche il mancato riciclaggio". Non può essere diversamente, scuote il capo la mamma, visto quello che quotidianamente viene proposto sulle tavole delle mense scolastiche: "Cibo molto spesso freddo, riso in... cubetti, formaggi poco appetibili servito assieme a verdure tutt’altro che invitanti", dice la Ruggeri che sino all’anno scorso è stata anche rappresentante dei genitori alle scuole di via Don Zanardi. "Ho lasciato questa funzione perchè ero stanca del continuo... muro di gomma opposto dal Comune — commenta —, ogni volta che chiedevo di migliorare qualcosa sembrava una missione impossibile".
Alla Don Milani il menu non è molto diverso (tra i piatti meno apprezzati dai bimbi c’è l’uovo sormontato da salsa di pomodoro, o l’accostamento tra la pasta con le seppie ed il secondo di carne), le lamentele sono sfociate in una richiesta generalizzata del cambio di gestione. Ieri sera, come detto, si è svolto il summit: all’incontro hanno preso parte oltre ai componenti del Comitato genitori, la dirigente dell’Istituzione Scuola Loredana Bondi e rappresentanti della Cir.
Si è registrata qualche apertura significativa, Comune e coop hanno accettato di intervenire sia sugli ingredienti dei menu che sulle modalità organizzative di trasporto e distribuzione dei pasti; i genitori si sono riservati comunque la possibilità di attuare una forma di ‘sensibilizzazione’, se non di protesta, e già per la prossima settimana è in programma un nuovo incontro per definire in maniera ancora più precisa le nuove strategie organizzative. Destinate come detto a ridurre o eliminare il fenomeno dei pasti che arrivano nelle mense dei piccoli studenti — ed in qualche caso addirittura sui loro banchi —, troppo freddi o addirittura scotti. Le critiche non risparmiano, in qualche caso, neppure i dirigenti scolastici, ritenuti troppo morbidi di fronte ad un problema "che riguarda sicuramente un’educazione primaria dei nostri figli — conclude Vanna Ruggeri —: quella al... gusto!".
Ieri comunque in Comune si era scatenato un autentico bailamme; riunioni continue all’Istituzione Scuola — convocati al mattino anche i rappresentanti della Cir —, sopralluoghi nelle cucine di via Pacinotti sino al summit in serata con i combattivi genitori della Don Milani, per cercare di ammorbidire la protesta che rischia di fare qualche vittima anche sotto il profilo politico. Se l’esito dell’incontro ha un po’ rasserenato gli animi, il problema resta intatto, anche quello strutturale; nella denuncia delle famiglie, si faceva esplicito riferimento anche all’ostinato atteggiamento di chiusura tenuto da dirigenti e amministratori. Che ora, di fronte alla ribellione dei Gianburrasca, mostrano la propria disponibilità ad intervenire; ma che in questi mesi, hanno svicolato rispetto alle richieste di miglioramento (non solo da parte del comitato della Don Milani).
di Stefano Lolli
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