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L'INDAGINE

Scuole vecchie, però sicure
"Qualche crepa ma è tutto ok"

Crepe, fessure e danni causati dai vandali. Le istituzioni invocano più fondi: ‘Ma nei nostri istituti non si corre il pericolo di disastri’. Interventi di spicco a Quartesana, sondaggi con ‘ultrasuoni’ in atto per la De Pisis

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Scuola (foto Businesspress) Ferrara, 25 novembre 2008 - "Occhi aperti e testa sempre verso l’alto...". E’ questa la prassi del sopralluogo a regola d’arte nelle scuole: Luca Capozzi, dirigente del Servizio Manutenzioni del Comune, spiega "che problemi e rischi si evitano innanzitutto con il buonsenso: guardando innanzitutto verso i punti che possono cadere, soffitti e cornicioni, oltre che prestando una cura meticolosa a tutti gli altri aspetti strutturali e impiantistici".

 

Con una quarantina di scuole da gestire, tra materne e nidi, elementari e medie, il Comune investe ogni anno oltre 3 milioni e mezzo di euro negli interventi per la messa a norma e la sicurezza; la parte più consistente (2 milioni e mezzo) serve alla manutenzione straordinaria, poi serve un altro milione circa per l’attività ordinaria e programmabile. "La tragedia di Torino rilancia inevitabilmente l’attenzione sui problemi di adeguatezza dei plessi scolastici — afferma il dirigente comunale —, noi fortunatamente siamo in una condizione abbastanza positiva. Le scuole più obsolete sono già state dismesse, come la vecchia parte dell’Ipsia di via Roversella, o sottoposte ad un intervento radicale di consolidamento come per la scuola di Quartesana che, nel 2007, ha rappresentato una delle opere più rilevanti sotto il profilo strutturale".

 

In quel caso, oltre all’adeguamento alla normativa antisismica, il plesso scolastico ha subito il completo rifacimento del tetto; per quanto riguarda questo aspetto — che di fatto rimanda al disastro di Torino, dove è stato proprio il crollo della soffittatura ad originare la tragedia —, "sono in corso verifiche a ultrasuoni alla ‘Matteotti’ e alla ‘Tumiati’, dove comunque non c’è il minimo rischio di incidenti: valuteremo in ogni caso la situazione strutturale e, se necessario, interverremo per porre in atto le migliorie opportune".

 

Analogo intervento è già stato programmato alla ‘Carmine della Sala’ di Pontelagoscuro, così come un altro monitoraggio è in atto proprio in queste settimane alla ‘De Pisis’ di viale Krasnodar; manutenzione e messa in sicurezza rappresentano perciò "un’attività costante e capillare — prosegue il dirigente comunale —, che intreccia le tante segnalazioni che giungono al nostro ufficio dalle singole scuole alla programmazione sistematica delle verifiche nei vari edifici". Dove non mancano i problemini: i più diffusi sono le crepe e le cosiddette ‘cavillature’, lesioni dovute soprattutto all’assestamento strutturale delle parti in muratura.
Anche la casistica non presenta episodi particolarmente allarmanti: "A memoria ricordo il crollo di un ‘quadrotto’, ossia un pezzo di soffitto neppure particolarmente pesante, avvenuto 2-3 anni fa in una scuola del forese — conclude Capozzi —, oppure distacchi di brandelli di intonaco. Ma non ci sono state situazioni che abbiamo comportato pericoli per gli studenti ed il personale delle scuole".

 


Alcune delle quali, situate in palazzi storici o comunque negli edifici più vetusti, sono state o dismesse o completamente ristrutturate. I casi più rilevanti riguardano l’istituto d’arte Dosso Dossi di via de’ Romei (il recupero sarà ultimato entro fine anno e poi l’immobile sarà affidato in gestione alla Provincia) e la parte più vecchia dell’Ipsia di via Roversella, nella zona di Palazzo dei Diamanti. "Quello era probabilmente l’unico edificio che poteva presentare qualche analogia con il ‘caso Torino’ — commenta Giuseppe Galan, ingegnere responsabile della manutenzione scolastica della Provincia —, ma è stato completamente svuotato ed abbandonato".

di Stefano Lolli

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