Aveva rovinato l'auto a causa di una buca per un danno di 250 euro. L’ente perde la causa ma non risponde. Deve pagare 150 euro più le spese
Ferrara, 20 dicembre 2008 - Al volante della sua auto aveva centrato una buca mentre percorreva la Superstrada col risultato che una delle quattro ruote era rimasta seriamente danneggiata. In tutto un danno di circa 250 euro, tra cerchione e gomma. Ma in ogni caso un danno causato da quella maledetta buca. Era il 12 marzo 2004.
Adesso quella signora di 34 anni, residente a Tresigallo, si trova in conflitto con l’Anas che, nonostante abbia perso la causa intentata tramite l’avvocato Gianni Ricciuti, non le ha risarcito il danno di 150 euro più le spese processuali, in tutto un migliaio di euro. E così non arricando i soldi l’avvocato Ricciuti spinto dalla battagliera signora di Tresigallo ha chiesto ora il pignoramento contro l’Anas: cosa porterà via l’ufficiale giuidiziario all’ente?
E’ sicuramente una storia amblematica quella capitata dalla 34enne di Tresigallo che nel marzo del 2004 stava procedendo al volante della sua auto sulla Superstrada nei pressi di Portomaggiore per recarsi al lavoro allorquando la vettura centrò in pieno una buca che si era aperta sull’asfalto della grande arteria ferrarese. "Era il periodo — ricorda l’avvocato Ricciuti — in cui stavano salendo a ripetizione le proteste per le pessime condizioni del manto stradale".
La donna sente un colpo, si ferma e si accorge che una ruota è fuori uso, senza cerchione e con la gomma a terra. Così, si reca dal gommista che le sistema l’auto, pagando 250 euro. Per la donna, una spesa che dovrebbe essere risarcita dall’Anas che a suo dire non ha provveduto alla manutenzione della strada. Consigliata dall’associazione consumatori, la 34enne va dall’avvocato Ricciuti che spedisce una raccomandata all’Anas protestando per il danneggiamento. "Prima non ci hanno risposto — afferma l’avvocato — poi ci hanno detto che la buca essendo piccola non rappresentava un’insidia e l’automobilista doveva andare più piano. A quel punto ho fatto causa all’Anas e il giudice di pace mi da dato ragione".
L’Anas viene condannata a pagare 150 euro di risarcimento e le spese processuali. La sentenza è di agosto 2008 e in settembre viene depositata. "Aspetto — racconta l’avvocato Ricciuti — poi mando una raccomandata all’Anas. ‘Stiamo valutando’ è la risposta. Poi cala ancora il silenzio e spedisco un’altra raccomandata senza avere risposta. Oggi (ieri per chi legge : ndr) ho depositato dagli ufficiali giudiziari di Bologna richiesta di pignoramento. Vorrei — conclude Ricciuti — dare un segnale perché gli enti devono rispettare i cittadini".
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