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L'ORA DEI RISPARMI

E' partita la corsa ai saldi: "Si riparmieranno 18 milioni"

Le previsioni del Telefono Blu: "Dureranno fino al 7 marzo. Flessione negativa del 12% a livello regionale". Ascom cauta: Difficilmente i commercianti recupereranno gli effetti della crisi"

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saldi Ferrara, 3 gennaio 2009. Via libera da oggi all’attesissima stagione degli sconti. Si alzano infatti oggi le saracinesche sui primi saldi invernali in tutta l’Emilia Romagna. Un inizio anticipato, rispetto agli anni scorsi, per farli coincidere col primo sabato del mese. Ad attenderli, come ogni anno, i consumatori ferraresi, che cercheranno di fare l’affare ed acquistare a costi ribassati i prodotti che desiderano. Ma anche i commercianti che sperano così di riequilibrare un 2008 comunque difficile. «Non sono sicuro che riusciranno a pareggiare le minori entrate dei mesi scorsi — afferma il presidente dell’Ascom di Ferrara Cesare Borsetti —: la crisi purtroppo si è sentita e, anche se sono certo che i nostri commercianti lavoreranno bene e con professionalità, temo che un recupero sarà difficile». Punto forte del tessuto commerciale locale, afferma il numero uno dell’Ascom, è però la qualità: «Non ci sono mai stati segnalati nè abusi nè irregolarità — spiega — per cui sono sereno da questo punto di vista. I consumatori lo sanno e hanno sempre premiato la nostra piazza commerciale».

Che consiglio si sente di dare ai potenziali acquirenti e ai vostri associati? «I nostri associati — risponde Borsetti — non hanno bisogno di consigli, sanno già come comportarsi perchè lo ripetiamo ogni anno, prima che partano i saldi. Ai clienti consiglio solamente di controllare attentamente la qualità dei capi d’abbigliamento o delle calzature e di segnalare eventuali anomalie. Ma se andranno a fare shopping dai commercianti di fiducia non ci saranno problemi». Chi critica i saldi è Pierre Orsoni, presidente nazionale di Telefono Blu Sos Consumatori. «Un vero anticipo dovrebbe coincidere con Natale — esordisce — come si fa ad esempio a Londra. Ma vi è un problema maggiore — continua —: i saldi sono oramai superati e spesso inutili. Hanno solo un vantaggio se fossero rispettati: l’obbligo di vendere merce di stagione. I consumatori hanno bisogno di concorrenza vera tutto l’anno e quindi dai vestiti a molti altri oggetti i prezzi dovrebbero essere dimezzati esattamente come si tenta di fare con i saldi». Ma quanto si prevede di incassare?

«Quest’anno — informa Telefono Blu — l’incertezza è molto alta come negli ultimi anni. L’estate scorsa gli italiani hanno speso circa 1,5 miliardi in flessione di un 10%; complessivamente l’inverno dovrebbe vedere entrate per tre miliardi a livello nazionale». L’associazione prevede un - 10 per cento di incassi nel mese di dicembre, pronosticando una debacle intorno al 20% a livello nazionale e di circa il 12% a livello regionale. «L’intenzione media di spesa è di poco superiore ai 280 euro; al Nord sarà di 350, nel sud 250 e nel centro di 300, ma si potranno registrare anche qui fenomeni a macchia di leopardo in base agli sconti». In Emilia Romagna, secondo le prime stime, verrebbero spesi circa 350 milioni (40 milioni in meno) con una intenzione di spesa media di 300 euro circa. A Bologna e provincia verranno spesi invece circa 120 milioni — solo 90 nel capoluogo regionale — con intenzione di spesa di 320 euro; a Modena 37 milioni, a Parma 30 milioni, a Reggio Emilia 22, a Ferrara e Piacenza 18. Ecco i consigli che il presidente Pierre Orsoni offre ai consumatori: «Attenzione a non acquistare merce invenduta degli anni scorsi; attenzione alle etichette, quelle di origine permettono di risalire al produttore, quelle di contenuto garantiscono la composizione del prodotto e le modalità di lavaggio per evitare rischi; conservare sempre lo scontrino perchè, se la merce è difettosa, si può optare per la restituzione del prodotto; infine, salvo casi eccezionali e comprovati, non si può vietare di ‘provare’ la merce in vendita».

Un ultimo aspetto: non bisogna fare confusione tra le vendite promozionali, che nelle ultime settimane hanno fatto capolino anche nelle vetrine del centro e che lasciano ampio margine di azione ai commercianti, dai veri e propri saldi, rigidamente regolamentati.
 

di CRISTIANO BENDIN










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