Alberto Balboni (An) non sembra indugiare nei brindisi di inizio anno: "Entro fine gennaio dobbiamo ufficializzare il candidato sindaco". Ma dai poster in città, la candidatura di Giorgio Dragotto di Forza Italia pare ormai cosa fatta
Ferrara, 5 gennaio 2009. Ghiaccio ‘bollente’ per il Pdl: «Entro fine gennaio dobbiamo ufficializzare il candidato a sindaco». Alberto Balboni, senatore di An, non sembra indugiare nei brindisi: «Ritengo che ci sarà un’intesa organica anche a Ferrara con la Lega Nord, visto che nella costruzione di un’alleanza regionale si parla di una candidatura a Reggio per Alessandri. Perciò sarebbe illogico non essere alleati anche nella nostra città». Ma dai poster che campeggiano in città, la candidatura di Giorgio Dragotto di Forza Italia pare ormai cosa fatta: «Non si tratta di una decisione implicita — sorride Balboni —, semmai è un fatto che rende... manifesto l’intento di un legittimo aspirante alla candidatura. Come è legittimo che si proponga l’altro azzurro Massimo Masotti».
Ma le parole di Balboni non sono pilatesche: «Non sarei contrario alle primarie di coalizione, anche se i tempi mi sembrano oggettivamente molto stretti; credo comunque che in Forza Italia tutto concorra verso la candidatura di Dragotto, così come An ha scelto Mauro Malaguti per la Provincia». Non senza polemiche, però, con il sindaco di Bondeno Davide Verri: «Ha governato bene il Comune, se ci fosse la possibilità di un terzo mandato non avrei dubbi sul fatto di riproporlo. Ha posto legittimamente la sua candidatura alla Provincia, il partito si è espresso, la sua proposta è stata cassata. Ora spero che Verri accetti questa decisione democratica — incalza Balboni —. Gli ricordo che quando nel ’99 era in corsa per la carica di sindaco, An aprì un contenzioso molto forte con Forza Italia che sosteneva Paolo Malagodi, rompemmo addirittura con gli alleati e lo sostenemmo fino alla sua vittoria. Oggi perciò chiedo a Verri di fare quello che noi facemmo per lui dieci anni fa...».
Ma il calendario della politica non vale solo per Bondeno: «E’ chiaro che le maggiori attenzioni saranno per la sfida in città, dove per la prima volta i giochi non sono chiusi in partenza». Anche se il Pd ha già lanciato il proprio candidato Tiziano Tagliani: «Una persona capace e rispettabile, viene dal mondo delle professioni ed è stimato in vasti strati della nostra comunità — commenta il senatore di An —; ma dal punto di vista politico rappresenta la continuità con Sateriale, sarà davvero difficile presentarlo come un... innovatore. Del resto tutta la proposta del centrosinistra appare già come una minestra riscaldata!». Un giudizio sprezzante: «No, pensiamo solo che appena sei mesi fa il Pd bollava come archeologia politica l’ipotesi di un’intesa con Rifondazione, Pdci e Verdi ed ora senza l’apporto di queste forze rischia di andare quanto meno al ballottaggio. Poi ci sono grandi segnali di disaffezione, anche nell’elettorato di riferimento, visto quello che ha combinato Sateriale. La cui legislatura si conclude in modo sconcertante: guardiamo la vicenda della ‘stangata’ sull’imposta di pubblicità, il problema non è l’atteggiamento dell’Ica ma che sindaco, giunta e Comune abbiano consentito, anzi... regalato quell’appalto che ha aperto le porte alla ‘delirium tax’». Un caso emblematico «di dilettantismo e incompetenza, fattori che hanno contraddistinto questa legislatura. In altri tempi ciò sarebbe stato inimmaginabile». Una sorta di ‘revisionismo soffrittiano’? «Lo abbiamo combattuto ferocemente e con convinzione, ma gli vanno riconosciute doti di governo poi sbiadite. Certo l’eredità che Soffritti ha lasciato a Sateriale era rappresentata da incrostazioni di potere troppo forti — commenta l’esponente di An —, ma per parte sua quale sarà l’eredità di Sateriale? Contratti sbagliati, errori madornali, nessuna visione strategica forte su cui magari anche aprire un dialogo oltre che l’opposizione; forse ci ha provato i primi tempi, poi ha capito l’andazzo ed ha abbozzato, se n’è come lavato le mani. A questo punto Tagliani sarà la continuità di una specie di fantasma...».
Ma con quale proposta programmatica il Pdl conta di dimostrarsi capace della svolta? «Innanzitutto ricostruendo un’alleanza con le forze economiche, sociali e anche sindacali che vogliono creare sviluppo e occupazione. E’ tempo di abbandonare il mugugno e lanciare una sorta di strategia diffusa sulle scelte di sviluppo; se questa provincia ha ancora una vitalità minima per innestare il rilancio, non può che togliersi di dosso un’incrostazione pluridecennale».
La campagna elettorale si fa dunque già aspra, tra le spine principali c’è il caso Cona: «Che tragedia! Il 2009 doveva essere l’anno buono, quello dell’inaugurazione... elettorale — ride Balboni —, anche se per Sateriale l’anno buono doveva essere il 2001: prima o poi sarà ultimato, ma resterà di fatto una cattedrale nel deserto voluta solo per dare un maxi appalto alle coop rosse. E la recente intervista di Donigaglia ha svelato quanto fossero forti i patti di potere tra i partiti e le imprese di riferimento, a scapito delle esigenze della gente. Così Cona sarà aperto nel 2012 mentre il Sant’Anna sta già andando a rotoli; nessuno pagherà per questo scandalo, nè i politici nè i manager della sanità, soltanto i ferraresi».
Tornando alle amministrative, in campo ci saranno varie liste civiche: «Potranno avere un ruolo importante ma solo se si alleano — chiude Balboni —, potrebbero garantire il giusto collante con la società e fornire idee frizzanti, ma se qualcuno pensa di poter contrastare la ‘polarizzazione’ ormai inevitabile, si sta facendo dei viaggi fuori dalla realtà. Capisco la lotta alla... casta, ma i partiti hanno ancora una funzione fondamentale per la democrazia: non solo individuare bravi amministratori, cosa che le civiche possono senz’altro fare, ma anche preparare e far crescere le classi dirigenti per il domani».
di STEFANO LOLLI
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