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BASKET / CARIFE - SOLSONICA

Ferrara, travolgente balzo salvezza

Collins top scorer cancella Green, Jamison fa il vuoto, Apodaca perfetto. Il quintetto di Valli parte 15 a 0 e chiude la partita in cinque minuti

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Apodaca della Carife (Businesspress) Ferrara, 12 gennaio 2009 - La classica partita perfetta. Quella del 'vinci o muori', in cui tutto ti riesce, il canestro è grande come una vasca da bagno ed ogni azione difensiva diventa un recupero tramutato in micidiali contropiede.
E’ andata in scena ieri al Palasegest, nello spareggio tra ultime in classifica: Carife Ferrara-Solsonica Rieti. Poteva essere il crollo di un gruppo, quello di Giorgio Valli, unito ma non sempre solidissimo caratterialmente, invece è stata la banda di Lardo a sventolare bandiera bianca fin da subito, senza nemmeno far sudare troppo i bianconeri: 105-64 è il parziale che fa sognare Ferrara per una notte e vergognare Rieti.

 


Non a caso
, nel dopogara, Lino Lardo si è scusato con i tifosi per la figuraccia.
Bianconeri che ripartono da qui, al giro di boa della stagione, sperando che nel ritorno le soddisfazioni giungano più frequenti.
Il simbolo della rinascita estense è, manco a dirlo, Andre Collins.
Il play di Crisfield, dopo essere stato votato miglior giocatore dell’ultima Legadue, stava faticando tantissimo nella serie maggiore, e con lui tutta la squadra.
Ieri ha ritrovato il feeling col canestro perduto, un segnale beneaugurante in più in vista del girone di ritorno.

 


Pronti via, e la gara sembra già finita. In un primo quarto da urlo, dopo 5 minuti la Carife guida 15-0, con Apodaca infallibile ed un Jamison dominante, che stravince il duello con Pasco.
Collins comincia in punta di piedi in attacco, cercando di far entrare in ritmo i compagni, mentre in difesa è un satanasso anche sul temuto Green: i palloni recuperati fioccano, le bombe anche, e sul 24-7 al nono minuto la gara sembra già segnata. I tifosi di Rieti rumoreggiano, i tremila estensi invece creano una bolgia infernale che esalta anche Collins. Quando il folletto Usa segna i suoi primi tre punti (alla fine chiuderà con 28 in 31 minuti, con un 4/5 da 2 ed un 6/10 da 3), il palazzo esplode. Sotto canestro Jamison fa il vuoto e la Solsonica non riesce mai ad arginarlo (alla fine Harold chiuderà con 27 punti, 8 falli subiti e 26 di valutazione), così il divario comincia ad assumere proporzioni imbarazzanti.

 


Il terzetto
delle meraviglie di Valli è completato dal portoricano Apodaca, che ogni volta che alza la mano dai 6,25, brucia la retina.
L’ex Scafati è infuocato, alla fine ne metterà 25 con sette bombe ed all’intervallo, sul 58-20, la festa è già iniziata.
Quando, dopo il riposo, Green e Prato cominciano a vedere il canestro con più continuità, i buoi sono già scappati da un pezzo e Ferrara non molla mai la concentrazione, evitando che il passivo si riduca.

 


La differenza canestri può essere una componente importante nella strada che porta alla salvezza, Farabello e compagni fanno bene a non dimenticarlo.
Il secondo tempo è di pura accademia, la Carife esce dal tunnel e ritrova morale e fiducia anche grazie alle contemporanee sconfitte di Biella e Udine. La salvezza torna ad essere possibile, a patto di mettere da parte questa serata e non renderla solo un episodio.

di Mauro Paterlini










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LA FOTO DEL GIORNO

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