Dopo 7 anni di inchiesta è arrivata la decisione del gup Anna Ghedini sulla sorte dei dirigenti dell'azienda chimica chiusa nel 1988: prima udienza a maggio. Parti civili: sindacati, Legambiente e due ex operai oggi ammalati
Ferrara, 20 febbraio 2009 - Adesso è ufficiale: servirà un processo. Un dibattimento pubblico per fare chiarezza sulla vecchia chimica ferrarese degli ultimi 50 anni. Dopo sette anni di inchiesta e un’udienza preliminare fiume suddivisa in tre giornate, ieri è arrivata l’attesissima decisione sulla sorte degli ex manager della multinazionale belga Solvay e dell’inglese Ici, accusati di non aver tutelato due operai ferraresi dall’esposizione del Cvm, prodotto nella fabbrica di via Marconi fino al 1988, e di averli fatto ammalare.
Per sei di loro (gli ultraottantenni Michael Gerard Davis, William Arthur Barnes, Claude Yves Marcel Loutrel, Arthur August Gosselin, Cyrill Van Lierde e Pierre Vigneron) il gup Anna Ghedini ha deciso per il rinvio a giudizio con prima udienza davanti ad un giudice monocratico il 25 maggio; mentre la posizione del settimo imputato (Lugi Casani, 92 anni), già la volta scorsa, è stata stralciata.
La difficile decisione è arrivata alle 15.30 al termine di una lunga camera di consiglio. Il gup nella sua breve ordinanza ha sottolineato, vista l’estrema complessità della vicenda, la necessità di un dibattimento come richiesto dai pm Ombretta Volta e Mariaemanuela Guerra nella loro richiesta di rinvio a giudizio.
"Il giudice — ha affermato al termine dell’udienza l’avvocato Dario Bolognesi per Solvay — ha ritenuto che in questa sede non si poteva valutare l’innocenza o la colpevolezza degli imputati ma solamente l’utilità o meno del dibattimento. La complessità della vicenda — ha aggiunto il legale — ha fatto ritenere necessario il vaglio del processo attraverso il quale saremo ben pronti a rappresentare le nostre articolate argomentazioni difensive".
Già la volta scorsa erano state accolte le costituzioni di parte civile di Legambiente (ma solamente in relazione all’articolo 437 del codice penale, omissioni di misure di sicurezza), di tutti i sindacati chimici (Filcem Cgil, Filcem Cisl e Uilcem Uil), degli ex operai Mantoan e Mazzoni ora parti lese; rigettate invece quelle di Comune e Provincia.
di Nicola Bianchi
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