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L'ASILO DEI 'VELENI'

Via del Salice, servono soldi e tempo per le nuove analisi
In progetto un 'muretto di contenimento'

La commissione regionale che indaga sull'area dell'asilo nido arriva alle conclusioni ormai note: dovranno essere svolte ulteriori analisi. Intanto è aperto il dibattito sull'intervento ipotizzato dal Comune

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L'asilo in via del Salice (Businesspress) Ferrara, 5 marzo 2009 - Conclusione come da copione, per la commissione regionale su via del Salice: serviranno nuove analisi, nell’area dell’asilo nido e nella più vasta zona del ‘quadrante est’. Questa la decisione sostanziale assunta ieri dal pool tecnico, che ha tracciato anche un quadro delle prospettive evidenziando come certamente, alla luce dell’inquinamento delle aree, una bonifica strutturale sarebbe l’intervento ottimale.

 

Ma intanto, per valutare se la nuova scuola comunale potrà essere aperta (e stabilire eventualmente in che tempi), dovranno essere attuati controlli ed analisi ambientali; sulla metodologia deciderà la Conferenza dei Servizi — formata da Comune, Azienda Usl, Arpa — che potrà tenere conto delle indagini già effettuate, ma che soprattutto si muoverà d’ora in poi in un’ottica di pieno coordinamento. I risultati, una volta acquisiti, verranno sottoposti al vaglio dell’Istituto Superiore di Sanità il cui verdetto, in merito all’effettiva consistenza dell’inquinamento, sarà decisivo per le sorti dell’asilo nido. Ma serviranno sicuramente mesi per arrivare a questo punto.
Intanto gli enti (Comune e Regione) dovranno definire il quadro finanziario per poter svolgere monitoraggi e primi interventi di ‘caratterizzazione’ dei terreni.

 

Nel frattempo dal Comune arriva una precisazione sul muretto di ‘contenimento’ contestato ieri dall’ex senatore Fernando Rossi: "Il progetto relativo alla realizzazione di un’opera antipropagazione dell’inquinamento di via Caretti, che la giunta ha approvato il 2 dicembre scorso — si legge in una nota — è l’ultima tappa di un processo che ha visto l’attuale amministrazione comunale farsi carico della situazione del Quadrante Est, indagando sulle dimensioni reali del problema ambientale e condividendo le informazioni con i cittadini".

 

"Certo è che questa amministrazione era a conoscenza delle problematiche dell’area quando ha approvato il progetto nel dicembre scorso. E certo è anche che se la stessa caparbietà di conoscenza e di volontà di intervenire fosse stata dimostrata anche in epoche passate — la frecciata all’ex assessore — ci troveremmo oggi a fare i conti con una situazione sicuramente diversa: non possiamo affermare se migliore o peggiore, ma sicuramente diversa". In merito al progetto, questo riguarda un intervento pilota per la realizzazione, nell’area verde prospiciente via dei Gerani, "di un diaframma plastico impermeabile della lunghezza di circa 52 metri, collocato alla profondità di 11-12 metri dal piano di campagna, l’obiettivo è di confinare il corpo della discarica e intercettare il flusso della falda che si è riscontrato essere orientato nella direzione Sud Est-Nord Ovest. E’ stata scelta quest’area non solo perché di proprietà del Comune, ma soprattutto perché risulta al di fuori del sedime della discarica e la profondità indicata nella progettazione è tale da garantire il raggiungimento dello strato di argilla, per immorsare i pannelli che costituiscono il diaframma".

 

L’opera, spiegano i tecnici comunali, "non ha la pretesa di costituire un elemento di contenimento completo e definitivo: rappresentail primo di una serie di interventi. E’ infatti intenzione del Comune dare un seguito all’opera antipropagazione dell’inquinamento, facendo ricorso a soluzioni innovative che consentano di intervenire in un contesto in cui la rimozione dei rifiuti presenti non è attuabile. Ed è proprio la valutazione degli effetti prodotti da tale opera — conclude l’illustrazione del progetto — che darà fondamentali indicazioni per la progettazione dei prossimi interventi per la messa in sicurezza e la bonifica dell’intero Quadrante Est".

di Stefano Lolli










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