Celebrati i funerali di Alberto Lombardi, entrato in coma nel 1997 dopo un incidente stradale. Un lungo e silenzioso calvario che sembra ricordare la tragica vicenda di Eluana. Ad assisterlo la madre e i suoi cari, che non hanno mai smesso di credere che potesse svegliarsi
Ferrara, 27 marzo 2009 - Un calvario silenzioso, interrotto dalla morte dopo dodici anni di coma. Ai funerali di Alberto Bombardi, infermiere che nel 1997 ebbe un drammatico incidente, don Andrea, il parroco di Migliarino, ha sottolineato nell’omelia il ‘’silenzio di speranza della famiglia’’ mettendolo in contrapposizione con ‘’il clamore mediatico di tanti altri casi’’, alludendo senza mai citarli ai casi Englaro e Welby.
Dopo l'incidente stradale, dodici lunghi anni di silenziose sofferenze, una vicenda che sembrerebbe ricordare la tragedia di Eluana Englaro. Alberto Lombardi fu coinvolto in un terribile scontro tra auto mentre rientrava a casa dal lavoro. Perse conoscenza, vivo ma in coma per dodici, lunghissimi anni. Ad assisterlo la madre Flora, 71 anni, che gli è rimasta sempre accanto fino alla morte, avvenuta martedì scorso in una clinica privata di Ferrara, come riporta un quotidiano locale.
’’La vita cosciente di Alberto - ha detto la mamma - è finita quel giorno, ma il cuore ha continuato a battere fino a martedì: gli ultimi sette anni li ha trascorsi a Ferrara in una stanza della casa di cura. Gli siamo sempre stati vicino io e le mie figlie, è stata dura, ma la sua morte per me non è una liberazione, è un’altra tragedia. Abbiamo sempre sperato che potesse riprendere conoscenza, che ci desse un segno che vedeva, capiva. Niente. Sono stati dodici anni di illusioni e delusioni, un’attesa infinita. Anni in cui si muore dentro ma noi ci siamo fatte forza, non l’abbiamo mai lasciato solo’’.
'Giocagin per Unicef 2009' è la manifestazione Uisp nazionale. A Ferrara spettacolo con 1300 atleti di 31 società sportive