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LA VICENDA

Multe alle auto dei medici in visita
La protesta dell'Assistenza domiciliare

Raffica di contravvenzioni per medici e infermieri impegnati nel servizio dell'Asl: "Abbiamo pass e contrassegni ma non serve a nulla". L'appello a Tagliani e Di Palma

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L'auto dei medici oncologici (Businesspress) Ferrara, 1 luglio 2009 - La multa sul parabrezza sul parabrezza. La vettura rimossa dal carro attrezzi. Un fatto normale, nella vita quotidiana di centinaia di ferraresi. Peccato che il ‘bersaglio’ dei Vigili Urbani siano le vetture di servizio dell’Azienda Usl, ed in particolare di quelle utilizzate da medici e infermieri dell’équipe dell’'assistenza domiciliare integrata'.

In pratica si tratta del personale sanitario che tutti i giorni presta terapie delicate ed urgenti ai malati più gravi, soprattutto quelli che soffrono delle patologie tumorali. Eppure non basta il logo dell’Azienda Usl e della Regione sulle fiancate dei mezzi di servizio, nè tanto meno il pass regolare (su cui gli addetti hanno specificato che si tratta di un servizio oncologico), neppure i cartelli di spiegazione e quasi di... supplica esibiti sul parabrezza per indurre gli agenti della polizia municipale a non sanzionare le vetture. "Da mesi, sistematicamente, siamo bersagliati di multe": lo sfogo è di Franco Fedeli, infermiere presso l’azienda sanitaria che si fa portavoce "del disagio di un intero gruppo di colleghi che, ormai da mesi, sembrano essere entrati nel mirino dei vigili urbani. Che senz’altro svolgono scrupolosamente il proprio dovere — sottolinea il dipendente dell’Asl —, ma che per quanto ci riguarda dovrebbero comprendere la delicatezza del nostro compito".

Il problema si pone soprattutto nel centro storico: "Abbiamo decine di pazienti, anche giovanissimi, che necessitano di cure e assistenza — spiega Fedeli —; non parliamo di una pastiglia o di un’iniezione, spesso siamo costretti a portare con noi fleboclisi e altri materiali ingombranti, ed a trattenerci a lungo al capezzale dei malati. Per questo, cerchiamo di parcheggiare il più vicino possibile alle abitazioni degli assistiti, ovviamente sempre in modo da non intralciare il traffico e mettendo sempre in evidenza che non stiamo andando a prendere un aperitivo o fare acquisti, ma che siamo impegnati in un’attività sanitaria".

Ma da mesi, e di recente anche con una evidente recrudescenza, fioccano le multe: "E quando si arriva anche alla rimozione del veicolo — prosegue il dipendente dell’Azienda Usl — sono... mazzate da 180 euro, e punti che vengono decurtati dalla patente. Personalmente me ne sono rimasti soltanto sette, quando non potrò più guidare forse dovrò recarmi dai malati in bicicletta!".

Insomma, per mutuare il gergo della medicina, sembra trattarsi di... accanimento, ma tutt’altro che terapeutico: «Abbiamo provato a dialogare con vigili urbani e ispettori, in qualche caso abbiamo ottenuto comprensione — prosegue Fedeli —, ma di certo non si può andare avanti a trattativa privata. Abbiamo evidenziato il caso ai nostri superiori". E nei giorni scorsi, dopo una prima sollecitazione caduta nel vuoto alcuni mesi fa, è partita una nuova ‘mail’ indirizzata al futuro assessore alla Mobilità ed al comandante della Polizia Municipale: "Una nostra dirigente spiega che siamo letteralmente tartassati di multe, e che non possiamo pagarle di tasca nostra — sbotta il portavoce degli addetti all’assistenza domiciliare —; ci sarebbe una soluzione, quella di recarci in due alle visite, in modo che uno possa assistere i pazienti e l’altro... vigilare sui vigili urbani, ma si tratterebbe di uno spreco di risorse, umane ed economiche".

Di qui l'appello anche al nuovo sindaco Tiziano Tagliani, oltre che al comandante Carlo Di Palma: "Qualche vigile e un ispettore, di fronte alle nostre lamentele, ci hanno consigliato di battere la strada dei ricorsi al giudice di pace. Ma è possibile — conclude Fedeli — che per poter lavorare con umanità, a vantaggio non tanto nostro ma delle persone che soffrono, dobbiamo affrontare persino la burocrazia?".

di Stefano Lolli










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