Anche la provincia di Ferrara è coinvolta nella vasta operazione avviata dalla polizia postale di Reggio Calabria, con 34 perquisizioni in dieci regioni. Un 39enne è stato denunciato: sequestrato computer e hard disk
Ferrara, 2 luglio 2009 - Ha interessato anche Ferrara una vasta operazione contro lo scambio di materiale pedopornografico sul web partita da Reggio Calabria. E' stato infatti denunciato un 39enne residente in provincia, trovato in possesso di materiale pedo-pornografico.
E' stata la Polizia Postale, in collaborazione con la squadra mobile della Questura di Ferrara, a perquisire l'abitazione dell'uomo già dalle prime ore del mattino di ieri. L'attenzione si è subito concentrata sul suo computer portatile: all'interno i tecnici della polizia hanno trovato immagini e video di minori ritratti in atteggiamenti sessuali con adulti. Il materiale incriminato veniva scambiato su internet in più occasioni. La polizia ha poi sequestrato anche tre hard disk, di cui uno esterno.
Sul materiale sequestrato verrà ora disposta la perizia tecnica dall’Autorità Giudiziaria, al fine di verificare la quantità di immagini e filmati pedopornografici scaricati e detenuti. Un fenomeno, quello dello scambio di foto e video tramite internet, in costante aumento.
La conferma viene dall'operazione su scala nazionale avviata dalla polizia postale di Reggio Calabria: due persone arrestate in Emilia Romagna e Basilicata, 34 perquisizioni eseguite in 10 regioni italiane ( Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Campania, Toscana, Marche, Campobasso) e il sequestro di 2 siti web, a contenuto pedopornografico, allocati su server tedeschi, gestiti da due italiani. I due arresti sono stati eseguiti in flagranza di reato a seguito delle perquisizioni, perchè le immediate attività di analisi effettuate sul posto hanno permesso di accertare la detenzione di migliaia di files di natura pedopornografica.
L’attività investigativa svolta dalla polizia postale nasce da attività d’iniziativa e dalla collaborazione internazionale tra le forze di polizia in tema di pedofilia on line, resa ancora più efficace, grazie all’impegno di molti stati di contrastare il fenomeno. Come spiega la polizia, in particolare, 8 degli attuali indagati italiani sono stati individuati nell’ambito della collaborazione con i paralleli organismi investigativi tedeschi, austriaci ed americani, specificamente, con il Safe Team (una task force di investigatori e procuratori americani, di cui fa parte anche l’Fbi), che collabora attivamente per la repressione di questo fenomeno.
I restanti 25 indagati, sono stati individuati grazie all’attività di monitoraggio della rete internet da parte degli specialisti della polizia postale calabrese che, operando sotto copertura, attraverso canali chat e file sharing, hanno individuato una rete di pedofili che cedevano e scambiavano materiale di genere vietato e adescavano minori. È questo il caso di un indagato di Reggio Calabria che facendosi credere una donna, adescava dei ragazzi in chat e li induceva a commettere atti sessuali in Cam.
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