Centinaia di persone, acquirenti ma anche tanti curiosi, alla maxi vendita del fallimento di un pezzo di storia locale dell'auto: gara al rialzo per i beni dell’officina
Ferrara, 13 luglio 2009 - E' un pezzo di storia ferrarese che viene ‘battuto’: così, per l’asta del patrimonio dell’ex Sacar, i locali dell’autosalone si riempiono di tanti curiosi. Almeno trecento persone, sabato mattina, si sono presentate già mezzora prima dell’inizio ufficiale dell’asta per sbirciare l’inventario, circolare nell’ampia sala esposizioni, tra i magazzini e le officine. Molti poi si sono registrati per partecipare alla vendita, ottenendo le regolamentari ‘palette’ numerate con cui contendersi gli oltre 800 lotti: autovetture e furgoni, utensili e attrezzature meccaniche, ricambi, gadget.
Quasi 50 mila pezzi (oltre 45 mila soltanto gli autoricambi), in pratica tutto il patrimonio restante del disciolto gruppo ex Baruzzi. Di quella che un tempo era la concessionaria Fiat più famosa, e tra le più innovative anche fuori dai confini ferraresi; la prima, al tempo in cui si trovava ancora in via Darsena, ad essere situata in via Darsena, e dotata all’epoca di un’officina modernissima. Ancora ieri, nell’inventario posto in vendita sotto la supervisione della curatrice fallimentare Eleonora Permunian, si trovavano attrezzature all’avanguardia; strumenti per le officine, rilevatori, attrezzi. Molti sono stati... bruciati in pochi istanti.
Tanta merce, invece, è rimasta invenduta. Curiosamente proprio le autovetture ed i furgoni (tranne un Ducato usato, tra i primi ad essere messo all’asta, venduto per 4600 euro), soprattutto per il prezzo tutt’altro che stracciato. Tra i ‘professionisti’ delle aste — numerosi quelli presenti in sala —, sguardi quasi di intesa; palette abbassate, se ne riparlerà probabilmente in occasione di una successiva vendita, e con i prezzi base calati almeno del 30%.
In compenso, caccia ai pezzi meno costosi; a partire dalla bici elettrica che è stata la prima ad essere proposta dal banditore, e su cui è iniziato un vivace gioco di rialzi. Dalla base di 100 euro si è arrivati all’aggiudicazione a 500, mentre in sala cresceva il brusio. Così come i commenti hanno contraddistinto l’acquisto massiccio di beni da parte di due uomini in sala: attrezzature, utensili, arredi per le officine, poco o nulla è sfuggito alla loro ‘rete’. Al punto da far ipotizzare che si trattasse di due emissari dello stesso gruppo Fiat, intenzionato — secondo le voci che circolano da qualche tempo — a riaprire una concessionaria a gestione diretta, con tanto di centro d’assistenza tecnico. Addirittura sarebbe stato selezionato il personale (pur senza vincolo di assunzione, al momento).
Intanto il ‘banditore’, veloce, continua a sgolarsi. C’è chi si dà battaglia su un kit di fusibili, chi tiene la paletta abbassata. "Sono un collezionista — confessa un ragazzo —, sto aspettando gli oggetti da un euro...".
di Stefano Lolli
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