Ferrara, 1 ottobre 2017 - Per essere l’esordio va bene così, ma a parte il risultato finale che ha visto la Bondi conquistare due punti meritati anche se molto più faticosi di quel +14 disegnato negli ultimi 2 minuti, resta la convinzione che Martelossi abbia ancora da lavorare, prima di dare una quadra definitiva. Ma la base c’è ed è ottima. Stesso discorso anche per Montegranaro, ripartito da Ferrara con la certezza di avere entrambi i piedi nella nuova categoria, tanto da essere capace persino di sopperire senza drammi all’infortunio di Corbett dopo appena 5’. Pronti via e si viaggia col freno a mano tirato (5’ 9-9): gli unici brividi arrivano sui troppi falli di capitan Cortese, spesi in un amen, mentre sul fronte marchigiano la caviglia di Corbett cede e l’ex Mantova è costretto a sedere in panca. Ferrara comunque tiene il pallino del gioco, sotto canestro fatica a lavorare palloni efficaci ma da fuori la Bondi ha ottima mira e le triple di Venuto, Molinaro e Moreno la spingono avanti con decisione (25-17).

Il secondo quarto si apre con i due punti di Moreno (27-17). Gli ospiti non ci stanno, alzano l’intensità, Campogrande e Amoroso scaldano la mano e il gioco è fatto (27-25). Sul fronte opposto Ferrara fatica a trovare la strada maestra in area, ma dalla distanza non perdona (16’ 40-30). Un peccato che anche gli arbitri vogliano dire la loro e cominciano a fischiare come vaporiere: Cortese 4 falli, Fantoni e Rush 3, mentre Powell va in panca con 4 falli (18’ 43-39). I sopravvissuti arrivano alla sirena col fiatone (49-41).

Il primo a muovere la retina nel secondo tempo è Rush. Hall lo segue a ruota ma Amoroso e Rivali non fanno sconti e la tripla di Gueye riapre le danze (24’ 52-48), ma appena Venuto e Panni riprendono il controllo il fosso si allarga di nuovo (27’ 60-51). Potrebbe essere la svolta per Ferrara, ma i marchigiani proprio non ci stanno a fare le vittime sacrificali. Powell e Amoroso fanno male e serve il miglior Hall per digerire il 5° fallo di Cortese sulla sirena (67-58). L’ultimo quarto è battaglia di nervi. In campo c’è grande intensità e Ferrara non si può concedere un attimo di respiro perchè Montegranaro non regala un metro. Amoroso è il solito gladiatore, Gueye prova a far qualcosa ma il pallino resta in mano ai padroni di casa (35’ 71-62). Il finale è un tiro al bersaglio estense, Ferrara la mette dentro da tutte le parti, Montegranaro si arrende ma con l’onore delle armi.