Ferrara, 13 marzo 2017 - Valorizzare la fotografia e al contempo Ferrara è tra le intenzioni di Riaperture, che non propone solo mostre, ma anche workshop, letture portfolio e momenti dedicati, come spiegano gli organizzatori «a bambini di tutte le età, dai più piccoli a quelli di 99 anni», proiezioni (come Deserto Rosa su Luigi Ghirri, documentario di Elisabetta Sgarbi al Cinema Boldini sabato alle 18) e reading a cura di Ferrara Off. Il biglietto, del valore di 13 euro (10 ridotto, con varie convenzioni) è unico e potrà essere utilizzato per tutti i tre giorni di festival. «Riaperture intende riaprire gli occhi e le menti, ma anche i luoghi che normalmente non ospitano mostre, che non sono accessibili al pubblico» commenta Giacomo Brini, presidente dell’associazione culturale Riaperture che ha organizzato l’iniziativa.

Le sedi scelte da ‘riaprire’ sono l’ex Caserma dei vigili del fuoco, ora Factory Grisù, il palazzo Prosperi Sacrati, l’Auditorium del Conservatorio Frescobaldi, l’ex Istituto case popolari, l’ex negozio di via Garibaldi 1 e l’ex Clandestino Pub di via Ragno 37, oltre al giardino segreto di Casa Romei. «In manifestazioni come queste – evidenzia Massimo Maisto, assessore alla cultura – vogliamo essere dei facilitatori, in un’ottica di sussidiarietà virtuosa e in continuo dialogo e confronto». L’amministrazione comunale ha infatti partecipato al progetto con 5500 euro, derivanti da un contributo regionale per la legislazione sul commercio. In mostra ci saranno le opere di Barbara Baiocchi, Giovanni Cocco, Simone D’Angelo, Danilo Garcia Di Meo, il progetto Disco Emilia, Francesca Iovene, Luis Leite, Massimo Mastrorillo, Sara Munari, Luana Rigolli e Giovanni Troilo, «Scardinare i luoghi comuni della città attraverso le immagini è il senso di questo festival – sottolinea Fabio Zecchi di Riaperture – . Tutte mostre dai temi non semplici che daranno una nuova luce a spazi dimenticati della città».

Anja Rossi