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Ricattarono un imprenditore?
Nei guai due carabinieri

Il titolare di un'azienda di Poggio Renatico ha denunciato due militari del Noe di Bologna, che gli avrebbero chiesto soldi per 'ammorbidire' un'ispezione. La difesa replica: "Tutte invenzioni"

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Scambio di soldi (foto Germogli)

Ferrara, 3 novembre 2009 - Due carabinieri sono stati denunciati da un'azienda ferrarese per tentata concussione e rivelazione di segreti d'ufficio. La procura di Ferrara ha chiuso le indagini contro due sottoufficiali dei carabinieri del Noe (nucleo ecologico) di Bologna, che avrebbero ricattato il titolare della Niagara di Poggio Renatico, azienda che smaltisce rifiuti pericolosi.


La denuncia risale a oltre un anno fa. Assieme ai due marescialli, è indagato anche un imprenditore, titolare di una ditta del bolognese operante nello stesso settore, che avrebbe fatto da mediatore tra la Niagara e i carabinieri del Noe: secondo l'accusa, sarebbe stato coinvolto assieme ai militari nella costituzione di una società di consulenza ambientale.


Secondo l'imprenditore, i due carabinieri, in concorso con l'imprenditore bolognese,  avrebbero indotto il titolare della ditta di Poggio Renatico a versare una somma di denaro tra 20 e 40mila euro per "ammorbidire" le conclusioni dell'informativa finale dei Noe da depositare alla procura. Tutto è partito da un controllo dei Noe nel febbraio 2008: da quel momento i carabinieri, secondo l'accusa, avrebbero iniziato a minacciare l'azienda con continue intimidazioni fino al dicembre 2008.


L'imprenditore racconta che i militari avrebbero anche minacciato il sequestro dell'azienda, se non fosse sceso a patti con loro. Ha così deciso di rivolgersi al reparto investigativo dei carabinieri di Ferrara, che hanno iniziato a seguire le mosse dei due marescialli. Dopo un primo incontro fra lui, l'imprenditore bolognese e i due militari (incontro registrato perché i carabinieri l'avevano microfonato), dove era stato concordato il pagamento di una cifra attorno ai 25mila euro.


Lo scambio però alla fine saltò. Spiega l'imprenditore che tutto sfumò perché dall'Arpa, avvisarono involontariamente i due militari che l'azienda ferrarese intendeva difendersi dalle accuse mosse dai Noe. Tutte circostanze che ora sono al voglio degli inquirenti.


Secondo la difesa dei due carabinieri, si tratta di una vicenda "priva di fondamento, utilizzata per impedire che fossero valutati provvedimenti cautelari nei confronti degli ‘indagati denuncianti’"; e comunque ‘’le indagini difensive hanno già stabilito la falsita’ dei fatti raccontati’’.

"Non ci meraviglia - dicono i due legali - il fatto che i vertici di una azienda sottoposti ad un procedimento penale per reati ambientali ed altri gravi fatti di reato scaturito, guarda caso, da una imponente indagine del Noe, Nucleo Ecologico Carabinieri dell’Emilia-Romagna, decidano di convocare una conferenza stampa non appena notiziati della chiusura delle indagini. Proprio gli avvocati difensori hanno chiesto alla Procura della Repubblica il deposito anticipato degli atti per poter definitivamente interloquire su una vicenda che è priva di ogni fondamento e che appare molto grave perche’ utilizzata per impedire che fossero valutati provvedimenti cautelari e reali nei confronti degli indagati denuncianti".










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