Amianto, killer silenzioso
In 13 anni più di 60 tumori

Nella provincia di Ferrara diagnosticati 141 mesoteliomi tra il 1996 e il 2009: 62 casi riguardano coloro che hanno subito l'esposizione professionale all'amianto

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Amianto (Spf)
Amianto (Spf)

Ferrara, 16 dicembre 2009 - Tra il 1996 e il primo semestre del 2009 sono stati diagnosticati a Ferrara 141 mesoteliomi. L’esposizione professionale all’amianto per chi aveva scoperto di avere questa particolare forma tumorale, il cui decorso senza scampo è spesso inferiore a un anno, è stata accertata in 62 casi. «Il grado di accuratezza di questi dati è relativo. Spesso — spiega Maria Rosa Spagnolo, che si occupa di agenti cancerogeni all’Ausl di Ferrara — dobbiamo ricostruire attraverso i familiari la vita di queste persone. Qualche caso potrebbe esserci sfuggito. I comparti in cui ci sono stati più riscontri sono stati quelli del petrolchimico e dello zuccherificio».


Sapere quante siano attualmente le tonnellate d’amianto ancora presenti sul Ferrarese è impossibile. "L’unica indagine su questo argomento effettuata a livello provinciale — sottolinea Paola Magri, dirigente del servizio Risorse idriche e tutela ambientale — risale a circa 12-13 anni fa e al momento non è disponibile. Si trattava di un censimento delle aree industriali dismesse, al fine di valutare i problemi connessi all’eventuale messa in sicurezza, inclusa la corretta gestione dei rifiuti contenenti amianto". L’ultima mappatura esistente, per quanto parziale, risale in realtà al 2005. A eseguirla è stata la Regione. In quell’occasione erano stati segnalati 115 edifici in cui era presente l’asbesto. La scuola elementare di Stellata era l’unica struttura in cui erano state rilevate tracce di amianto friabile non confinato. "E’ un problema — ha spiegato Marco Vincenzi, assessore all’Ambiente del comune di Bondeno — che è stato risolto da tempo". La presenza del pericoloso minerale era stata riscontrata nella coibentazione di porte dell’impianto di riscaldamento.


Una fibra di amianto è 1.340 volte più sottile di un capello. L’esposizione è associata a malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). Il periodo di latenza è molto lungo: i tumori possono insorgere 20-40 dopo l’esposizione. "Il picco dei casi — spiega Maria Rosa Spagnolo — avverrà nel prossimo decennio".
Ma torniamo al documento elaborato dalla Regione. Il 78% dei 115 siti censiti è accessibile al pubblico e contiene amianto in matrice compatta nei tetti o nelle pavimentazioni. Si tratta, per il 33 per cento di impianti sportivi e per il 24 di scuole. "Nonostante il sollecito effettuato da Arpa e dal servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna — si legge nello studio — per il 35% dei Comuni non è stato possibile recuperare informazioni". Tra le amministrazioni che si rifiutarono di dare una risposta ci furono Ferrara, Cento, Comacchio, Goro, Migliarino, Migliaro e S. Agostino.


Nonostante la legge che detta le norme per la cessazione dell’impiego dell’amianto e per il suo smaltimento controllato risalga al 1992 c’è ancora molto da fare. "Anche nell’ultimo aggiornamento del piano provinciale per la gestione dei rifiuti, che è stato approvato lo scorso primo aprile, si conferma — conclude Paola Magri, che per la provincia si occupa del servizio Risorse idriche e tutela ambientale — che il fabbisogno impiantistico non soddisfa la domanda di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto".

di Luca Bolognini

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