"Non abbiamo maltrattato
i nostri figli: lasciateceli"
I senatori Pdl Balboni e Palmizio hanno presentato un'interrogazione a tre ministri sull'allontamento dai genitori (accusati di maltrattamento) di due bimbi di 7 anni e 3 anni e mezzo

Ferrara, 5 febbraio 2010 - "Non toglieteci i nostri figli. Non li abbiamo maltrattati e senza di noi non saprebbero come fare": il disperato grido d’aiuto di due genitori, assistiti dall’avvocato Maria Mezzogori, percorre la provincia di Ferrara e, alla vigilia dell’esecuzione di un provvedimento di allontanamento dei piccini (7 e 3 anni) dalla casa famigliare, sferza la vita politica romana. Come? Con un’interrogazione urgente ai Ministeri della giustizia, dell’interno e della salute presentata dal senatore ferrarese del Pdl Alberto Balboni insieme al collega bolognese Massimo Palmizio.
I fatti. Marzo 2009, un paese della provincia di cui non divulghiamo l’ubicazione per tutelare i minori. Il padre accompagna i figli a scuola e li va a prendere. Ma alcune madri non capiscono i modi, a loro, dire bruschi: "Ha afferrato con violenza i bambini per i polsi e li ha trascinati in automobile", sta scritto in un esposto presentato in procura. Scattano le indagini, vengono sentiti dei vicini di casa che raccontano di urla e frasi pesanti, nulla più. Viene interessato il tribunale dei minori di Bologna che affida sì i bimbi ai servizi sociali ma ne fissa la residenza a casa dei genitori. "Secondo la relazione della neuropsichiatria del servizio pubblico — si legge nell’interrogazione —, i bambini risultano affetti da disturbo del comportamento iperattivo ed oppositivo; a uno dei due era stata diagnosticata una cisti aracnoidea con crisi epilettiche l’ultima delle quali, imponente, nel luglio 2009; la pediatra dava inoltre atto che i bambini, ben seguiti, non presentavano alle varie visite segni di maltrattamento e che entrambi manifestano comportamenti iperattivi; l’assistente sociale, nelle relazioni al Tribunale dei Minorenni, parla di bambini eccessivamente vivaci; la relazione preliminare dell’Istituto di terapia familiare di Bologna parla di genitori disponibili al percorso ed all’intera procedura, regolarmente presentati agli incontri con spirito collaborativo, parla di grande difficoltà a contenere i bambini, di genitori paradossalmente vittime dei figli".
Accade però che la relazione conclusiva del percorso non venga acquisita agli atti del Tribunale per i Minorenni ma "letta dall’assistente sociale al padre, e da essa emerga che i bambini non siano vittime di maltrattamenti". Fatto sta che i genitori chiedono alla procura se esita un fascicolo aperto nei loro confronti e al 30 giugno 2009 non risulti nulla pendente. A ottobre però si scopre che il pm Angela Scorza ha chiesto l’allontanamento del padre e il gip Piera Tassoni l’ha negato. "Ma il Tribunale della libertà intanto accoglieva l’appello del pm — spiegano Balboni e Palmizio — e così è stato proposto ricorso in Cassazione (si discuterà l’11 febbraio, ndr). La misura cautelare coercitiva si presenterebbe di fatto impraticabile poiché la madre è un’infermiera soggetta a turni di notte e senza l’aiuto del marito non potrebbe accudire i figli".
Ma il procedimento penale intanto va avanti e viene fissato per il 25 febbraio l’incidente probatorio per ascoltare i bimbi. "Ma l’assistente sociale haconvocato i genitori annunciando che da oggi — spiega l’avvocato Mezzogori — avrebbe allontanato i bambini, per metterli in una casa famiglia. Una misura devastante: uno dei due bambini ha problemi di salute, perderebbero i contatti con la scuola e potrebbero tornare dai genitori il sabato e la domenica. Perché nel weekend sì e gli altri giorni no?". Da Balboni e Palmizio il documento ai ministri per chiedere "quali iniziative urgenti vogliono assumere per evitare che la situazione degeneri ulteriormente" e "se il Ministro della Giustizia ritenga promuovere iniziative di ispezione anche intese a chiarire se non sia stato violato il diritto alla difesa del padre, iscritto nel registro degli indagati solo il 12 agosto nonostante la notizia criminis sia di marzo".
di Valerio Baroncini
