Carnevale, l'ira di Caffarra
"Offende tutti i cristiani"
Cento, il porporato contro la decisione di sconfinare in Quaresima con le manifestazioni e concedere l’autorizzazione alla sesta sfilata del carnevale, domenica 7 marzo

CENTO, 28 FEBBRAIO 2010 - LA PAROLA è di quelle ormai desuete nel vocabolario laico, ma ancora in auge in quello della Chiesa: «improvvida». Con questo termine, molto pesante, il cardinale Carlo Caffarra arcivescovo di Bologna ha bollato la decisione della giunta Tuzet di concedere l’autorizzazione alla sesta sfilata del carnevale, domenica 7 marzo, terza di Quaresima.
Il capo della chiesa bolognese ha dunque dichiarato guerra al sindaco di Cento e ha annullato la processione quaresimale che si sarebbe dovuta svolgere appunto domenica prossima. Ha poi stilato una ‘Notifica’ che ieri sera è stata letta dai parroci del vicariato nel corso delle messe prefestive e altrettanto sarà fatto nelle celebrazioni odierne.
La dura nota di Caffarra inizia ricordando che «l’anima cristiana dei nostri padri ha sempre coltivato la conversione del cuore e la compunzione dello spirito incoraggiando le pratiche di devozione e di penitenza specialmente nel tempo di Quaresima, preludio della nostra redenzione. Nella vostra terra, la terza domenica di Quaresima — che quest’anno cade il 7 marzo — si suole portare processionalmente il crocefisso per le strade di Cento, quasi a ripercorrere intimamente il cammino di Gesù Cristo nella sua Via Crucis. E’ per voi una usanza antica, consolidata nei vostri cuori dalla fede e dal tempo fino a farne la tradizione di tutta una comunità».
Ma qualcosa è successo a turbare tutto questo: «Con decisione non rispettosa di questa antica pia consuetudine locale — sottolinea Caffarra — del sentire del popolo cristiano e della sua inalienabile dignità, del suo diritto di esprimere pubblicamente la propria fede in adesione ai tempi scanditi dalla liturgia cattolica, un’associazione privata, con l’avvallo dell’autorità pubblica del luogo, ha deciso di far svolgere le tradizionali manifestazioni carnevalesche proprio il 7 marzo, terza domenica di Quaresima, giorno della Via Crucis cittadina. Non vale, neppure a parziale attenuante di tanta improvvida decisione, la giustificazione delle avverse condizioni atmosferiche nei giorni precedenti».
Ed ecco l’ira del cardinale: «La comunità cristiana del vicariato di Cento, avvilita e offesa da questa decisione, ma non per questo intimidita nella sua fede, non può tollerare che si celebrino lo stesso giorno e per le stesse strade la Via Crucis e una festa di carnevale. La ragione e il buon senso — almeno quelli — dovrebbero ben farlo comprendere a chiunque».
Di qui la decisione di annullare la tradizionale processione: «I fedeli, singolarmente o con la loro comunità, vorranno sostituirla con altre pratiche di preghiera, devozione e penitenza».
No comment, per il momento, da parte di patron Manservisi anche dal suo ambiente si sottolinea il diverso trattamento riservato al carnevale centese rispetto a quelli di Pieve, Decima, Poggiorenatico ed altri ancora della zona.
Polemiche appena all’inizio si potrebbe dire. Sul fronte politico interviene anche l’Udc con il segretario provinciale il centese Gilberto Galantini «Nessuno è contro il carnevale, dice, ma il carnevale non deve essere contro nessuno cioè non deve stravolgere e calpestare quelle che sono le esigenze, la cultura,le aspettative e la tradizione di una comunità. Se i centesi sono veramente contrari a questa scelta,hanno la possibilità di manifestare il loro dissenso utilizzando le prossime elezioni regionali come un referendum».











