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Emergenza gelo: "Tragedia per i senzatetto"

Ma che freddo fa

Scuole chiuse nel basso ferrarese. Si impennano le chiamate degli anziani al 118

 

di Benedetta Salsi

Neve a Ferrara
Neve a Ferrara

Ferrara, 1 febbraio 2012 - Una tragedia. La definisce così. Poi ci ride su. Anche questo fa parte del suo lavoro. Dare una mano, offrire un tetto; poi tenere alto il morale. Raffaele Rinaldi, coordinatore dell’associazione Viale K, 38 anni, conta i senzatetto che ogni giorno chiedono ospitalità. «Ne abbiamo appena accolti due, anziani. Domani ne arrivano altrettanti». Casi da sommare alla ‘normalità’. Incubi siberiani quando anche sul sedile di un’automobile diventa impossibile dormire. «Questi sono i mesi di punta, siamo pieni. Pieni», spiega. «E come si fa? Stringi, stringi, fin quanto si può. Ma non abbiamo posti all’infinito. In media devo mandarne via uno al giorno».
 

Le storie che racconta Rinaldi hanno i volti delle persone che si incontrano davanti al supermercato, per strada. Anna (la chiameremo così), ferrarese di 61 anni, fino a qualche tempo fa aveva un lavoro, un appartamento. Sarta di abiti liturgici, ha visto la sua azienda fallire e chiudere. E poi ha visto sé stessa non riuscire più a pagare l’affitto, perdere la casa, trovarsi a dormire in macchina davanti alla stazione. Per un mese. «Ha cercato di arrangiarsi con lavoretti qua e là, ma non ce la faceva». Da ieri sera, però, riposerà al caldo. Un altro, un marocchino di 50 anni, informatico esperto di cablaggio; anche lui davanti al volante, a cercare invano di scaldarsi. «Lo sono dovuti andare a prendere perché non riusciva a uscire dall’abitacolo: si era bloccata la portiera con il ghiaccio». E avanti. Oggi arriverà anche Gaia, giovane donna ucraina all’ottavo mese di gravidanza. Sfrattata.  Non è fiction. Basta aprire lo scrigno delle esistenze che abitano quei 120 posti letto, all’associazione di via Mambro, per rendersene conto. E sarebbero molti di più. «Le possibilità sono poche, dobbiamo fare delle scelte. Uno su due non li possiamo prendere», confida Rinaldi. Parla di una lista, su cui segna l’attesa. Questione di priorità.
 

«Arrivano da tutta la provincia: Cento, Copparo, Lagosanto. I Comuni non si sono attrezzati per l’accoglienza, nemmeno le parrocchie. E dovrebbero farlo, almeno da novembre a marzo. Quanto può costare affittare un appartamento con 4 posti letto?», sbotta. Invece niente. Più facile dire: andate a Ferrara. E ora? Ora «bisogna svernare». Aspettare che questo gelo maledetto passi. «Ma è sempre così, da novembre a marzo, si sa. C’è l’emergenza freddo». Basterebbe organizzarsi meglio, dice. «Noi, abbiamo anche messo un divano nel dormitorio».
 

Stesso freddo polare. Quello che non mollerà ancora per qualche giorno (le previsioni dicono -12). Dall’altra parte c’è chi è rimasto in casa, nonostante abbia perso il lavoro e per questo non possa più provvedere alle necessità. «Abbiamo già un 10% di chiamate al 118 che arrivano da anziani soli e famiglie che hanno perso l’unica fonte di reddito», illustra Adelina Ricciardelli, responsabile del 118 estense. Lei, guarda i numeri. Quelli che scendono sul termometro e gli altri, inversamente proporzionali, delle telefonate che entrano alla centrale operativa.  E per chi ha rinunciato ad acquistare i farmaci o non ha possibilità di pagare le bollette «il pronto soccorso diventa un’ancora di salvezza». L’allerta meteo dura fino a domani.

Saranno chiuse tutte le scuole dalle materne alle elementari, dalle medie inferiori alle medie superiori questa mattina dei Comuni di Goro, Mesola, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Migliaro, Migliarino e Codigoro dove insiste il polo scolastico superiore ‘Guido Monaco’ i cui diversi indirizzi scolastici sono frequentati da circa 700 studenti. «Ci siamo consultati fra sindaci — dice il primo cittadino codigorese, Rita Cinti Luciani — e abbiamo deciso per la sospensione dell’attività didattica, ma il personale scolastico sarà regolarmente presente. Una scelta dettata dalle previsioni che annunciano neve e ghiaccio; quindi per cercare di ridurre i disagi abbiamo assunto questa decisione».

Il tam tam fra studenti, il nostro giornale, le macchine con altoparlanti che girano per le strade, gli annunci per Radio Sound e un comunicato su TeleEstense sono gli strumenti utilizzati per informare le diverse migliaia di studenti dei Comuni interessati al provvedimento di sospensione dell’attività didattica. Esclusa dalla chiusura la scuola materna privata San Domenico Savio, gestita dall’Opera Salesiana anche perché quasi tutti i piccoli frequentatori sono di Codigoro e i disagi sarebbero molto più contenuti rispetto agli studenti del Polo Superiore che si spostano dai comuni vicini.

 

di Benedetta Salsi

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