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Anas sotto accusa: "Inaccettabile il caos della Ferrara-Lidi"

Maltempo siberiano: le gestione della superstrada

L’assessore provinciale Calderoni:  "Nessuna prevenzione"

 

di Stefano Lolli

Neve a Ferrara, Anas nel mirino (SE Poligrafici|BUSINESSPRESS)
Neve a Ferrara, Anas nel mirino (SE Poligrafici|BUSINESSPRESS)

Ferrara, 6 febbraio 2012 - «E’ inammissibile che cinquanta automobilisti rimangano bloccati sulla superstrada Ferrara-Mare per cinque-sei ore perché qualcuno non ha saputo prevenire e intervenire...». Stefano Calderoni, neo assessore provinciale alla Protezione Civile, punta l’indice contro l’Anas: all’indomani dell’odissea dei veicoli bloccati tra Rovereto e Masi Torello, e dei soccorsi complicatissimi per le vetture incagliate fra i cumuli di neve, la sensazione è di aver corso un pericolo molto serio.

«Siamo stati fortunati che in mezzo a quella bufera non ci siano stati incidenti con feriti o altre emergenze sanitarie — prosegue Calderoni —, perché sarebbe stato un dramma. E farsi trovare così, senza mezzi pronti a intervenire ben prima che si creasse quella situazione oggettivamente rischiosa, né la cura di informare gli automobilisti della situazione o la capacità di decidere la chiusura dei tratti a rischio, davvero rappresenta un fatto molto grave».

Alla veemenza dei toni di Calderoni, si aggiunge la battuta appena più diplomatica della presidente della Provincia Marcella Zappaterra: «Non è da oggi che i rapporti con l’Anas sono complicati: basta vedere i problemi dei cantieri e le difficoltà nella manutenzione delle strade. Ma quanto accaduto sabato sulla Ferrara-Mare, che avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi, non può passare inosservato: visto che la Regione ha decretato lo stato d’emergenza, e che al termine ci sarà sicuramente un confronto sull’accaduto, noi porteremo questo episodio come spunto serio di riflessione».

La situazione, come hanno riferito gli automobilisti protagonisti dell’odissea e gli agenti della Polstrada di Argenta, i vigili del fuoco ed i volontari della Protezione Civile accorsi tra mille problemi, è apparsa subito molto complessa: «Il dato di fondo è che su 50-60 chilometri di strada — riprende Calderoni — l’Anas disponeva di un solo mezzo: tra l’altro, rispetto ad altre arterie provinciali e comunali che siamo riusciti a tenere aperte, la superstrada è persino più facile da controllare e pulire.

O da chiudere, visto che già da venerdì pomeriggio si vedeva che in alcuni punti il vento stava creando enormi cumuli di neve gelata. Ed invece non è stato fatto nulla». Fortunatamente, a parte il disagio enorme ed il grande spavento per gli automobilisti intrappolati nel vero e proprio tunnel di ghiaccio, non ci sono state conseguenze fisiche per le persone coinvolte: «Merito della Protezione Civile, degli agenti della Polizia e dei vigili del fuoco che si sono adoperati con grande determinazione — conclude l’assessore —, anche oltre le proprie competenze».

di STEFANO LOLLI

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