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Cura Zamboni, la Sin chiede lo stop alla raccolta fondi

Sclerosi multipla

I neurologi: "Campagna disorientante per le persone malate". La replica dell'Associazine Ccsvi: "Trasecoliamo"

Paolo Zamboni
Paolo Zamboni

Ferrara, 7 febbraio 2012 - La Societa' italiana di neurologia (Sin) chiede "l'immediata sospensione" della
campagna di raccolta fondi promossa dall'Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla
, lanciata per sostenere lo studio 'Brave Dreams' che valutera' l'efficacia della terapia suggerita dall'angiologo ferrarese Paolo Zamboni contro la malattia degenerativa.

Secondo i neurologi della Sin, infatti, la campagna e' "basata su informazioni non veritiere che possono comportare disorientamento nelle persone affette da sclerosi multipla, con possibili riflessi negativi anche sulla loro salute". In particolare, "non e' vero che 'il 90% dei pazienti affetti da sclerosi multipla hanno le vene del collo e del torace occluse'", e "non e' stato provato fino ad oggi che 'un semplice intervento per sbloccarle puo' fermare la malattia ed attenuarne i sintomi'".

Per far luce sui possibili legami fra sclerosi multipla e insufficienza venosa cerebrospinale cronica, e quindi sull'eventuale utilita' dell'intervento di angioplastica venosa proposto da Zamboni per disostruire i vasi bloccati, la Sin supporta lo studio 'Cosmo' promosso dalla Federazione italiana sclerosi multipla (Fism), ricorda la societa' scientifica in una nota. Ma dal canto suo l'Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla assicura che "la campagna di Sms solidale non si fermera', sia per i vincoli contrattuali che ci impegnano verso le compagnie telefoniche che l'hanno approvata, sia verso i donatori che l'hanno gia' finanziata, sia perche' il suo esito dara' la misura del consenso dei malati verso la ricerca del professor Zamboni". La campagna e' in corso e si concludera' il 15 febbraio. "Non un solo centesimo andra' sprecato", incalza l'Associazione. 

L'Onlus prende posizione dopo che ieri l'assessore alle Politiche per la salute dell'Emilia Romagna Carlo Lusenti, annunciando lo stanziamento di oltre 2,7 milioni di euro a totale copertura dello studio 'Brave Dreams', sottolineava anche l'inutilita' della campagna di raccolta via sms sul piano economico, nonche' la possibile pericolosita' del messaggio veicolato.

"Trasecoliamo", commenta l'Associazione in un comunicato. "Che i soldi raccolti siano considerati inutili, quando i 50 mila euro gia' versati provenivano dalla stessa raccolta fondi ed erano frutto della stessa campagna mediatica e sono stati certamente apprezzati, ci stupisce alquanto. Ma che la campagna mediatica che supporta la raccolta fondi possa apparire dannosa ci pare perfino irrispettoso". Secondo l'Associazione, la campagna "non veicola in alcun modo messaggi 'infondatamente positivi', bensi' utilizza immagini forti, proprie delle piu' avanzate idee di marketing".

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