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Caso Aldrovandi, madre a processo per aver diffamato il primo pm

In tribunale a Mantova

Il magistrato Mariaemanuela Guerra contro Patrizia Moretti che replica duramente: "Chi querela le vittime non cerca giustizia, ma affermazione di potere’’

Processo Aldrovandi
Processo Aldrovandi
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Ferrara, 24 febbraio 2012- Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo 18enne morto il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia, il primo marzo, per la prima volta da quando e’ scoppiato il caso giudiziario sulla morte del figlio, sara’ chiamata in Tribunale a Mantova per rispondere del reato di diffamazione nei confronti della pm Mariaemanuela Guerra, prima titolare delle indagini.

Imputati con lei anche i giornalisti della Nuova Ferrara che riportarono le sue critiche alle indagini: il direttore Paolo Boldrini, Daniele Predieri e Marco Zavagli. Quest’ultimo, tra l’altro, estraneo perche’ non e’ l’autore di uno degli articoli contestati, scritto in realta’ dalla giornalista Alessandra Mura Il nome di Zavagli compare pero’ nei capi di imputazione (tre contestati) per quello che la difesa considera un errore giudiziario gia’ fatto notare (inutilmente) in sede di udienza preliminare.
 

La pm Mariaemanuela Guerra era di turno la mattina della morte di Federico Aldrovandi (non si reco’ sul luogo della morte), lascio’ poi l’inchiesta per motivi ‘personali e familiari’ e fu sostituita dal pm Nicola Proto che ha condotto l’indagine portando a processo quattro agenti, condannati in primo e secondo grado alla pena di 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo nell’eccesso colposo delle proprie funzioni. Gli imputati, secondo i capi d’accusa, avrebbero offeso la reputazione professionale e personale della pm Guerra e per questi motivi si e’ costituita parte civile, solo nei confronti del quotidiano La Nuova Ferrara chiedendo almeno 300mila euro di danni. Somma che si aggiunge alla richiesta di un altro milione e mezzo di danni nel processo civile in calendario il 21 marzo davanti al Tribunale di Ancona. Il processo si svolge a Mantova perche’ la Nuova Ferrara si stampa in quella citta’.

"Quasi non riesco neanche piu’ ad essere arrabbiata, sono soprattutto triste, delusa, affranta da tutto questo - scrive la Moretti - Ma questo e’ niente rispetto all’assenza di Federico. Ma che cosa si vuole dimostrare con questa querela? Ormai tutti sanno come sono andate le cose. E’ scritto su almeno 3 sentenze e in 6 anni di cronaca. Basta".
 

‘’Il primo marzo inizia il processo a Mantova - e’ il suo commento -. Ho gia’ avuto diverse querele da parte dei responsabili della morte di Federico. Finora sono state archiviate. Molte querele partite da funzionari della questura di Ferrara hanno investito persone che commentavano sul blog. Querele provenienti da taluni funzionari di polizia responsabili delle indagini. Questore Elio Graziano incluso’’.
 

"Non capisco, davvero non capisco dove si voglia arrivare con le querele per diffamazione a carico della famiglia della vittima, a carico di chi scrive un commento o di chi pubblica un articolo. Forse cambiera’ la realta’ dei fatti? No. L’unico morto e’ Federico. Vorrei che si avesse rispetto per lui e per la sua giovane vita perduta - aggiunge -. Per il dolore di tutti noi. Per un omicidio che ha assunto una rilevanza sociale proprio perche’ insabbiato. Chi querela ora e’ un magistrato. Ma cosa si sta cercando? Quale giustizia? Non vedo nessuna giustizia in una sua assenza durata mesi. Amaramente penso che chi querela le vittime non cerchi giustizia, ma affermazione di potere’’.

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