Sant'Agostino (Ferrara), 20 maggio 2012 - La fabbrica di ceramica di Sant'Agostino, lungo la statale 247, è completamente distrutta. I corpi dei due operai che sono morti schiacciati dal crollo dopo il terribile terremoto alle otto del mattino sono ancora sotto le macerie. Leonardo Ansaloni di 51 anni di Reno Centese, sposato con due bambini, e Nicola Cavicchi di 35 anni di San Martino di Ferrara stavano lavorando ai forni al momento della scossa. Il loro turno era iniziato alle 22 e sarebbe dovuto finire alle 6. Nell'aria si sente un forte odore di gas a causa della rottura dei tubi. Le strade intorno sono piene di fango a causa del sollevamento della falda acquifera. Il centro di Sant'Agostino è chiuso al traffico per il crollo del campanile della chiesa e per altri edifici pericolanti. Davanti alla Ceramica Sant'Agostino, ridotta in macerie, i familiari, i colleghi, i titolari sono arrivati alla spicciolata e non si danno pace. "Ditemi che non è vero", "Erano bravi ragazzi", si sente dire. A dare l'allarme è stato il terzo turnista, sopravvissuto per miracolo.

di Benedetta Salsi

 

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