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Caso Aldrovandi, la Cassazione conferma le condanne degli agenti

Rigettato il ricorso

La Corte d'Appello di Bologna li aveva condannati a 3 anni e mezzo di reclusione. La madre di Federico: "Ora resteranno in polizia? Aspetto le istituzioni"

Il padre di Federico Aldrovandi, Lino, in lacrime in lacrime alla lettura della sentenza emessa dal tribunale di Ferrara il 6 luglio 2009
Il padre di Federico Aldrovandi, Lino, in lacrime in lacrime alla lettura della sentenza emessa dal tribunale di Ferrara il 6 luglio 2009

Ferrara, 21 giugno 2012 - Condanne definitive per i quattro poliziotti accusati della morte di Federico Aldrovandi, il 18enne deceduto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia in un parco a Ferrara. La Quarta Sezione Penale della Cassazione ha, infatti, rigettato i ricorsi degli agenti, contro la sentenza con cui la Corte d'Appello di Bologna li aveva condannati a 3 anni e mezzo di reclusione.

 

Gli agenti sono stati, dunque, riconosciuti responsabili di omicidio colposo, perché, dalle ricostruzioni investigative, hanno ecceduto nell’uso della forza. Federico, come emerso dalle sentenze di merito, è morto per un arresto cardiaco a seguito del pestaggio da parte dei poliziotti, e non riferibile, in alcun modo, all’assunzione di droghe. I poliziotti non sconteranno il carcere poiché gran parte della loro pena è coperta da indulto, ma nei loro confronti verrà inflitta una sanzione disciplinare, non escluso il licenziamento. I quattro imputati fino ad oggi hanno continuato a prestare servizio nella polizia, anche se sono stati trasferiti da Ferrara. Presente in aula al momento della sentenza il padre di Federico, Lino Aldrovandi, che ha ascoltato la lettura del presidente del collegio visibilmente emozionato, attorniato da amici del figlio.

In Cassazione i famigliari di Federico Aldrovandi non si cono costituiti parte civile dopo aver raggiunto una transazione con il ministero dell'Interno e dopo aver ricevuto le scuse del capo della Polizia Antonio Manganelli che ha incontrato i genitori del giovane durante una visita privata.

 

 

La madre di Federico: "Gli agenti resteranno in polizia? Aspetto le istituzioni"

Ha atteso a casa da sola (per motivi di salute) la fine di un "calvario durato quasi sette anni" la madre di Federico Aldrovandi: ‘’Che ansia, che roba, doveva andare cosi’, ora vediamo cosa faranno le istituzioni, io li sto aspettando. Adesso le condanne sono definitive, non ci sono più i se e i ma, non ci sono più elementi di attesa, i quattro agenti sono stati condannati per omicidio’’.


‘’Penso a Federico e sorrido - commenta - ma ogni volta che abbiamo fatto un passo in questo cammino verso la sentenza di oggi, mi dicevo e mi dico che Federico non tornerà più. Io ho avuto giustizia ma penso a tutte le persone che la stanno cercando o che non l’hanno avuta, tutte persone che ho conosciuto, Ilaria Cucchi, Patrizia Uva. Quello che abbiamo fatto non l’abbiamo fatto solo per noi, la sua famiglia, ma per tante famiglie d’Italia, il livello ora si è alzato. Ripeto, la condanna è definitiva, nessuno può più dirci nulla, e io ora aspetto di vedere cosa faranno le istituzioni’’.

Il riferimento è alla sorte dei quattro agenti condannati. "E adesso cosa faranno?’’, si domanda Patrizia Moretti. ‘’Non mi importa quanto avranno di pena se e come la sconteranno, voglio sapere se saranno domani ancora nella polizia, perché adesso sono stati condannati in via definitiva, perche’ quei quattro poliziotti quella mattina hanno fatto morire Federico’’.

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