Ferrara, 7 dicembre 2017 - Un corpo in fondo a un fosso col volto immerso nel fango. La giacca sporca di melma fresca e i piedi scalzi. Nessuna identità e nemmeno un volto, fino a quando i vigili del fuoco non l’hanno recuperato dal canale che costeggia il margine del parco Bassani, in fondo a via Canapa. Solo in quel momento è stato possibile identificare quel corpo senza vita e attribuirlo a un italiano di 39 anni. Restano però un giallo le cause della morte. Al momento, le ipotesi rimangono tutte aperte.

Almeno fino a quando gli accertamenti autoptici non riveleranno per quale ragione quel cuore abbia cessato di battere. E, soprattutto, come sia finito in fondo a quel canale profondo circa tre metri ma, almeno al momento del ritrovamento, senza acqua. Per adesso, l’unico punto fermo è che la salma, almeno da un primo esame esterno, non presenterebbe segni evidenti di violenza. Gli inquirenti propenderebbero quindi per una morte per cause naturali, anche se dai contorni ancora tutti da chiarire.

L’allarme scatta intorno alle 16.30. Un giardiniere che aveva appena finito di occuparsi della manutenzione di una parte di parco data in gestione a un’associazione di appassionati di aeromodellismo, ‘l’Ala Azzurra’, si accorge di qualcosa in fondo al fossato. In quel fazzoletto d’erba, al confine con l’aperta campagna, inizia già a fare buio. Sulle prime non si rende conto con esattezza di quello che ha davanti agli occhi. Ben presto però, capisce che quella sagoma scura è un corpo umano. Dà l’allarme. Sul posto arriva una pattuglia dei carabinieri. Nel giro di mezzora, il buio diventa impenetrabile. A ruota arrivano i sanitari del 118, i vigili del fuoco e il personale della medicina legale.

La prima difficoltà che incontrano i pompieri è quella di estrarre i resti dal fondo del canale, senza acqua ma ricoperto da un insidioso strato di melma. Non senza fatica riescono a liberarlo dal fango e a risalire le scivolose pareti del fossato. A quel punto, iniziano i primi accertamenti. Come anticipato, agli occhi del medico legale non risultano segni evidenti di aggressioni o violenza. Una conclusione che però va presa con il beneficio del dubbio.

Il corpo infatti è in gran parte ricoperto di fango e quindi un esame approfondito risulta impossibile. Per avere qualche informazione più certa sarà quindi necessario attendere gli esiti degli esami autoptici, che dovrebbero iniziare già nella giornata di oggi. In parallelo all’attività tecnica, si scava anche nel passato del 39enne, alla ricerca dei motivi che possano averlo spinto da quelle parti. In serata l’ipotesi dell’omicidio perde corpo e gli inquirenti si instradano sulla pista del malore oppure su quella della caduta accidentale. Ci muoviamo però ancora tra le nebbie del giallo. Il rebus potrà essere sciolto solo quando la salma del 39enne rivelerà al medico legale le cause esatte del decesso.