Ferrara, 5 novembre 2017 - Calott Machine’: come a Las Vegas, come nelle mani abili del mago Silvan, i cassonetti si aprono con un tocco di prestidigitazione. Di ieri la scoperta, segnalata da una lettrice, che le calotte si aprono non solo accostando la Carta Smeraldo al display inferiore, e sperando che il meccanismo non sia inceppato, ma anche infilando letteralmente la tessera (VIDEO), proprio come un bancomat, nell’intercapedine del lettore ottico.

L’indicazione arriva dalla zona di via Oroboni, e la verifica è semplicissima. Infilare la tessera è un gioco da ragazzi, la calotta si apre che è un piacere, persino quando sul display appare, implorante, la scritta ‘No’ e persino quella ‘Stand By’, che in teoria indica che il meccanismo è bloccato. La lettrice di via Rosa Angelini ha doti paranormali? No, perchè, per ammissione della stessa Hera, in effetti esiste un’intercapedine sotto il sensore, e non si tratta di un’anomalia. Ma la tessera, pur funzionando perfettamente – pure meglio che con la procedura a ‘sfioro’ indicata dall’azienda –, può essere... mangiata. Dubbio amletico, anzi ermetico trattandosi di un contenitore di rifiuti: ma se questo fatto era noto, perché nessun cittadino è stato informato, o l’intercapedine è stata chiusa per evitare l’effetto-bancomat? Non è stato detto, afferma Hera, perchè la gente non deve inserire lì la Carta Smeraldo, nella maniera assoluta.

Resta il fatto che la procedura, testata in vari cassonetti, è agevole, pur se non intuitiva. Tra l’altro, nella verifica, si scoprono altre bizzarrie. Sempre in zona Oroboni, di fronte al supermercato Eurospin, ci sono due cassonetti a calotta; il primo si apre in tutte le maniere, sia appoggiando la Carta Smeraldo al sensore, sia infilandola nella fessura magica. La seconda calotta, situata a un metro di distanza, della tessera non vuol saperne; si apre ancora e soltanto col pulsante, perchè evidentemente è importante non creare confusione. Come a Las Vegas, appunto. Manca solo il jackpot, ma le combinazioni sono infinite e la sorpresa è sempre assicurata. Comunque è vero, perchè abbiamo sperimentato personalmente anche questo, che infilando la Carta Smeraldo nell’intercapedine, si rischia di farla finire sino al display superiore, quello del mini pannello solare. Scena da cinebrivido, solo un mezzo miracolo alla David Copperfield consente di recuperarla.

Tutto ciò per dire, come ormai sostiene a gran voce anche chi, sino a pochi giorni fa, era strenuo difensore della ‘rivoluzione’ dei rifiuti, che il deficit comunicativo è serio: sui cassonetti, come riportato dal Resto del Carlino, adesso verranno attaccati adesivi con una freccia che indica il punto preciso in cui appoggiare la tessera. E magari, solo dopo la scoperta dell’effetto-bancomat, l’intercapedine verrà sigillata, o comunque sarà appiccicato un altro adesivo per evitare questo uso, tanto semplice quanto potenzialmente improprio.

Un sistema, dunque, che ogni giorno regala stupore (o perplessità, a seconda dei punti di vista), segno che la sperimentazione dovrà, probabilmemente, durare più a lungo, prima di poter avviare l’esazione delle ‘tariffa puntuale’ facendo pagare la tariffa rifiuti in base al numero dei conferimenti. Il Comune ha imposto a Hera di frenare l’installazione e l’attivazione di altre centinaia di calotta, il numero delle Carte Smeraldo da consegnare è ancora elevatissimo. Il regolamento, è ancora in alto mare. E ogni giorno si scoprono cose nuove e non dette, trucchi che fanno di Ferrara un casinò. Con la ‘o’ accentata, ovvio.