Ferrara, 1 novembre 2017 - Ore dieci, a lezione di... calotta. È scattato ieri, per iniziativa di Hera, il servizio di supporto e di monitoraggio in alcune zone della città, dove negli ultimi giorni – specie nel week end – si sono registrati malfunzionamenti e abbandoni di rifiuti. Alcuni addetti dell’azienda, e volontari delle associazioni ecologiste, hanno presidiato i punti più critici: da Foro Boario a via Argine Ducale, da via Cosmè Tura a piazza Ariostea. Teatro di segnalazioni, ma anche di vere e proprie discariche. In piazza Ariostea, ad esempio, a fianco dei cassonetti domenica sono spuntati... due divani. Che, è chiaro, dentro la calotta non entrano, neppure a spinta. Ma uno degli aspetti critici è rappresentato, come riportato ieri dal Resto del Carlino, dal fatto che il meccanismo di apertura va in tilt se, invece di utilizzare subito la Carta Smeraldo, si preme (magari ostinatamente) il pulsante, che a questo punto è inutile. Perciò ecco scattare le lezioni per un corretto uso del congegno, oltre che per un conferimento fatto a regola d’arte. Utilizzando i sacchetti in modo appropriato (la calotta si inceppa anche quando i lacci vengono lasciati verso l’alto), e non gettando ovviamente il pattume negli altri contenitori o, peggio, fuori dai cassonetti. Tuttavia gli abbandoni si susseguono, e le proteste aumentano. E con esse, anche la polemica di carattere politico. «Chi butta divani per strada o altri oggetti ingombranti è un incivile, non certo un rivoluzionario come qualche gruppo di opposizione vorrebbe far credere». Parole, senza opere né omissioni, di Luigi Vitellio, segretario provinciale del Partito Democratico. Che però non risparmia critiche a Hera: «Con franchezza dobbiamo chiedere all’azienda un impegno maggiore, per premiare i cittadini che hanno differenziato e che continuano a farlo. Occorre aumentare i giri di raccolta della differenziata e, soprattutto, far funzionare le calotte con un maggiore monitoraggio delle stesse». Perché al di là di ogni altra considerazione, le segnalazioni di malfunzionamento – innesco spesso dell’abbandono di rifiuti – si susseguono. «Comunichiamo meglio e di più le modalità di utilizzo del nuovo sistema, come richiesto dalla nostra amministrazione –, conclude Vitellio –. Entro il 2020 vogliamo raggiungere la percentuale di differenziata del 70%, non certo per essere i primi della classe, ma perché sappiamo che ogni rifiuto che ricicliamo è un rifiuto in meno da pagare». La sferzata a Hera comunque è innegabile, così come il fatto che ieri la multiutility ha potenziato l’informazione, agendo direttamente sul campo. Basterà? Secondo i dirigenti dell’azienda, è soprattutto un fatto di abitudine. Per chi contesta il sistema, invece, le apparecchiature (pur prodotte da una ditta tedesca, ammesso che il ‘made in Germany’ sia garanzia di perfezione) si prestano troppo facilmente al rischio di malfunzionamento. E dunque, la battaglia del paciùg è destinata a continuare.

di Stefano Lolli