Ferrara, 16 novembre 2017 - Nessuno stop, nessun dietrofront. La ‘rivoluzione’ dei rifiuti, perché di rivoluzione si tratta anche secondo il sindaco Tiziano Tagliani, procede come da copione: anche se la trama, per ora, procede tra l’horror (per il pattume abbandonato) e la commedia alla Vanzina. «Ci sono problemi di carattere tecnico, ma Hera sta cercando di risolverli – ammette Tagliani, assieme agli assessori all’Ambiente e alle Finanze Caterina Ferri e Luca Vaccari –: siamo certi tuttavia che, a regime, la città avrà grossi benefici dal cambio di sistema di raccolta. E le famiglie che effettueranno in modo efficace, anche se non maniacale, la differenziata, spenderanno sicuramente di meno».

Non tutti, forse non tanto, magari non subito (tra le ipotesi c’è anche che la convenienza si vedrà soprattutto dal 2019): di certo risparmierà il Comune, perché «attuando il progetto, entreremo tra i primi fra le amministrazioni virtuose, che godranno di sconti e incentivi dalla Regione. Sino a quest’anno, invece, abbiamo dovuto versare noi un contributo, pari a 250mila euro, per non essere riusciti ancora a centrare gli obiettivi prefissati nel piano regionale rifiuti». Il cui traguardo è rappresentato dalla soglia del 70% di raccolta differenziata: «Nelle poche settimane di attivazione delle calotte – prosegue il sindaco –, Ferrara si è già attestata al 67%».

Ma sono sotto gli occhi di tutti i sacchi, e addirittura i cumuli di rifiuti, abbandonati fuori dai cassonetti; o i bidoni di plastica, carta e ramaglie stipati di indifferenziata. E ancora, le difficoltà di ordine tecniche delle calotte: «In ottobre ci sono state 489 segnalazioni di malfunzionamenti – spiega l’assessore Ferri –: nell’89% dei casi, si è trattato di calotte incagliate, in molti casi per l’utilizzo scorretto da parte dei cittadini. Solo il 7% è imputabile ai guasti». La tecnologia, pur tedesca, non è immune da pecche: «Ci è stato segnalato che passando troppo velocemente la tessera davanti al lettore ottico – aggiunge la Ferri – la calotta non si apre; occorre dunque prenderci un po’ la mano». Non tutti, però, hanno pazienza. Nè, tanto meno, tutti hanno la civiltà auspicata dal sindaco: «Perché questo progetto funzioni, e si ottengano i giusti benefici, a iniziare da quelli giustamente attesi dagli utenti – riprende Tagliani –, c’è bisogno che ogni ferrarese faccia la propria parte. Soprattutto in centro, è richiesta una maggior partecipazione».

Anche a esercenti e negozianti: perché alcune categorie, per stessa ammissione del Comune, sono più penalizzate. Bar, ristoranti, negozi di alimentari, sono definite «attività a rischio» (di salasso tariffario), e per loro proseguono gli incontri, in molti casi personalizzati. Tagliani, al proposito, dribbla le recenti polemiche con le categorie, e anzi si dice pronto a valutare «meccanismi di solidarietà». In ogni caso, anche se le tariffe non sono state ancora approntate – e l’impressione è che si arriverà al fotofinish, se non addirittura oltre –, dal 1° gennaio ogni apertura farà scattare il rifiutometro. Insomma, si pagherà, un tanto al chilo. Pardon, al litro.