Ferrara, 20 maggio 2017 - Ci sono Consob, Banca d’Italia, Codacons e a seguire una sfilza di comuni cittadini che in queste ore stanno ricevendo la notifica dell’informazione di garanzia in qualità di persone offese nell’affaire Carife. Compaiono Liliana C., classe 1937, e Lina M. di tre anni in più; Tiziano B. del ’41 e Anna Maria M. del ’44, ma anche i più giovani Piergiorgio F. di 43 anni e Andrea F., 48. In totale una schiera di 662 nomi, tra obbligazionisti e azionisti, pronti a costituirsi parte civile nei confronti di chi, dei 12 attuali indagati, potrebbe essere rinviato a giudizio. «Ma quel numero – spiega l’avvocato Bruno Barbieri per Codacons – potrebbe anche superare il migliaio. Già con il 415 bis siamo in grado di iniziare la raccolta dei mandati, faremo presto una serie di assemblee in giro per la provincia e manderemo lettere a tutti quanti per invitarli. Stiamo preparando un’azione collettiva come con Montepaschi e CariCesena, così faremo con CariChieti. Azioni che sono le meno costose e le meno rischiose. Speranze? Sì, ne abbiamo. Anche per evitare la prescrizione».

INDAGATI. Nell’atto firmato dai pm Barbara Cavallo e Stefano Longhi, vistato dal procuratore capo Bruno Cherchi il 4 maggio, compaiono i nomi dei 12 indagati (Forin, Lenzi, Filippini, Sette, Govoni, Nanni, Masini, Soardi, Lucchi, Gentili, Teodorani, Gafforini). I ‘reduci’ dei 54 iniziali per l’ormai famigerato aumento di capitale, preludio – secondo le accuse – del crac della Carife. Nella maxi inchiesta di Procura e Finanza, durata oltre due anni, inizialmente erano finiti tutti i soggetti che avevano avuto un ruolo in quell’operazione da 150 milioni di euro varata nel 2011.

IMPUTAZIONI. Tredici i capi di imputazione spalmati tra gli indagati. Si va dal falso in prospetto, per aver «occultato al potenziale investitore informazioni rilevanti per corretta valutazione di rischio» e per l’aver omesso «di segnalare i dati previsionali di bilancio 2010 presi in considerazione quale base di partenza per le proiezioni del Piano industriale per gli anni 2011-2014». All’aggiotaggio (capi 2, 6, 7, 9, 10) per l’aver «diffuso notizie false», ponendo in «essere artifici concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo». Al capo 3 si fa riferimento all’articolo 2638 del codice civile, l’«aver ostacolato consapevolmente le funzioni di controllo dell’organo di vigilanza Consob» e avergli «comunicato falsamente i risultati previsionali». Tutti e 12 vengono tirati in ballo al capo 8, bancarotta in concorso e formazione fittizia del capitale, «concorrendo a cagionare il dissesto della società Cassa di Risparmio». L’udienza preliminare dovrebbe essere fissata tra luglio e settembre, già prenotati i saloni della Fiera.