Ferrara, 12 febbraio 2018 - Tra le case dell’Arginone nasce una nuova casa. «Accogliente, aperta, gioiosa». L’arcivescovo Gian Carlo Perego benedice così la prima pietra, su cui poggerà l’altare della nuova chiesa di via San Giacomo. Intitolata all’omonimo apostolo, che in una celebre lettera «chiamava alla pazienza e alla gioia», afferma mons. Perego. La pazienza dei fedeli, che da anni raccoglievano fondi per patrocinare la realizzazione del tempio religioso, è stata premiata. La gioia, è espressa nelle mani giunte con cui Francesca Vergnani, prima e appassionata promotrice dell’iniziativa, sale all’altare per firmare, assieme all’arcivescovo, la pergamena che suggella l’avvio dell’opera.

La nuova chiesa, progettata dall’architetto Benedetta Tagliabue, sarà realizzata (in poco più di due anni) nell’area attigua a quella eretta nel 1952: sarà un edificio più moderno, dotato anche di una sala «in cui si terranno le assemblee della comunità, gli incontri delle famiglie, le opere per i poveri e gli anziani», sottolinea mons. Perego. All’impegno solidale dei parrocchiani, si aggiungono i fondamentali stanziamenti dell’8 per mille, visto che per l’edificazione (affidata a un’impresa trevigiana, la Tiziano Costruzioni) occorreranno circa 3 milioni e 250mila euro.

Un momento dunque di grande valore per la parrocchia di San Giacomo Apostolo, ma anche per l’intera Diocesi; e la posa della prima pietra, per questo, ha rappresentato un evento. Prima la funzione concelebrata dal parroco don Matteo Visentini, poi una breve processione con i rappresentanti della contrada di San Giacomo a portare, fisicamente, la pietra angolare. Nella quale, per testimoniare la compresenza di fede e impegno sociale, sono stati inseriti vari oggetti: la pergamena ufficiale, i disegni dei bimbi del catechismo, una reliquia dell’apostolo, una conchiglia e una stella marina, per simboleggiare anche il cammino, e l’esigenza di guardare nel profondo. Nello spiazzo, con una piccola folla raccolta attorno all’arcivescovo e agli operai pronti a murare la prima pietra simbolica, l’atmosfera è davvero di festa. La ricorrenza, sottolinea l’arcivescovo Perego, è più che mai propizia, poiché ieri era la ricorrenza «della prima apparizione di Maria a Lourdes».

E in fondo anche la nuova chiesa dell’Arginone è un piccolo grande miracolo: «Sembrava tutto troppo costoso, ma anche complicato da mettere a punto», prosegue mons. Perego lanciando il testimone a don Stefano Zanella, responsabile tecnico e amministrativo diocesano per l’arte e l’edilizia sacra. In effetti, dalla prima idea sono passati alcuni anni: nel 2011 l’architetto Benedetta Tagliabue (autrice, fra l’altro, del padiglione della Spagna a Expo 2017, oltre che del Parlamento Scozzese di Edinburgo) si era aggiudicata il concorso indetto dalla Commissione Episcopale, concorso cui si legavano i finanziamenti. Ma in questi sei anni l’opera è parsa pencolare: «Ma la tenacia dei parrocchiani è stata formidabile – riconosce don Zanella –, loro nel progetto ci hanno sempre creduto, come del resto la Diocesi, e ora finalmente i lavori si avviano».

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità, dal sindaco Tiziano Tagliani all’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi, dagli ex presidenti di Circoscrizione Paola Boldrini e Francesco Colaiacovo a Pinuccia Niglio, dirigente della Prefettura.