Ferrara, 11 marzo 2017 - Il viso gonfio e il naso rotto. Conseguenze di un pugno al volto, incassato da un altro detenuto. Così si è presentato Riccardo Vincelli all’ultimo colloquio con il suo legale, l’avvocato Gloria Bacca. Il giovane, 16 anni, da quasi due mesi è recluso nel carcere minorile di Torino con l’accusa di avere commissionato all’amico Manuel Sartori, appena un anno più grande, l’omicidio dei propri genitori, Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni. Un delitto efferato, commesso all’alba del 10 gennaio nella villetta dei coniugi a Pontelangorino.

L’aggressione, dicevamo, è avvenuta una sera di alcuni giorni fa tra le mura del ‘Ferrante Aporti’. I motivi dell’alterco non sono chiari, anche se, a quanto trapela, la direzione del carcere avrebbe escluso una diretta responsabilità del 16enne ferrarese. Un banale litigio degenerato insomma, come purtroppo può accadere in contesti non facili. Una situazione che però è già stata riportata alla normalità. L’aggressore – un detenuto di passaggio in quel carcere – sarebbe infatti stato spostato. Come accennato, non sono chiare le ragioni che stanno all’origine del bisticcio finito a pugni anche se al momento non si può escludere che possano essere legate ai fatti per i quali Riccardo Vincelli si trova in carcere. Il caso è stato comunque ‘archiviato’ come un brutto inciampo su un percorso intrapreso già da qualche tempo con psicologi ed educatori nel quale, a quanto si apprende, il 16enne si starebbe inserendo in maniera tutto sommato positiva.

Nel frattempo prosegue l’attività di indagine sul duplice omicidio di Pontelangorino. Mentre gli inquirenti continuano a lavorare sugli elementi raccolti nei giorni successivi all’orrore di via Fronte Primo Tronco, i legali restano in attesa degli esiti delle perizie. Al momento le bocche sono cucite. La fase è delicata. La difesa di Vincelli sta valutando se chiedere una perizia psichiatrica mentre quella di Manuel Sartori ha già incaricato due esperti. Ora il suo legale, l’avvocato Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti, attende i risultati per valutare le prossime mosse. Dettagli tecnici che si stagliano su uno sfondo ancora da chiarire, quello del movente. Esclusa fin da subito la pista dei soldi, si scava a ritroso nel mondo di due ragazzi, cresciuti fianco a fianco e legati fino alle estreme conseguenze.

Rimane infine da sciogliere il nodo dell’eredità dei coniugi Vincelli. Allo stato attuale delle cose, Riccardo risulta legittimo erede di una parte dei beni di Salvatore e Nunzia. E così potrebbe essere a meno che, un domani, il fratello non faccia causa. Al momento insomma, essendo ‘soltanto’ indagato e sottoposto a una misura cautelare, potrebbe tranquillamente ereditare le proprietà delle persone di cui ha commissionato il delitto. Solo nel momento in cui ci sarà una sentenza definitiva, il fratello potrà procedere per vie legali e far cadere il diritto di Riccardo a succedere alle vittime della mattanza.