Ferrara, 26 ottobre 2017 - «A fronte di questi intrecci e dal momento che sono stati assegnati fondi pubblici nei confronti di una cooperativa la cui gestione, anche alla luce dei recenti sviluppi, appare poco chiara, sarebbe auspicabile che l’assessore Modonesi, già presidente e fondatore della cooperativa Acli Cocinelle, chiarisse una volta per tutte magari in commissione la situazione».

A rompere il muro di silenzio imbarazzato che ieri ha accolto la notizia - data in esclusiva dal Carlino - della richiesta di rinvio a giudizio per i vertici della cooperativa che gestiva i servizi scolastici, è il gruppo consiliare di Forza Italia. «Premesso che come ci riteniamo garantisti per quanto riguarda l’iter processuale in corso nei confronti dei singoli soggetti coinvolti – premettono gli azzurri – avanziamo alcune considerazioni di tipo politico. Già nel dicembre 2015, una volta conclamato il dissesto della cooperativa per circa 400.000 euro, chiedemmo, tramite interpellanza, il motivo per cui venivano concessi affidamenti diretti e indiretti (Alci Coccinelle faceva parte del consorzio Res, preposto a fornire servizi in ambito di educazione scolastica) da parte del Comune di Ferrara alla cooperativa Coccinelle, oltre all’assegnazione alla stessa cooperativa di spazi e strutture dedicate all’interno dell’Ippodromo di Ferrara». 
«Tutto questo – continua Forza Italia – quando i lavoratori già lamentavano problematiche connesse alla solidità della cooperativa che a distanza di qualche tempo aveva lasciato spazio alla nuova realtà ‘Ladyboug’ (guarda caso la traduzione in inglese del temine coccinella)». Per il gruppo consiliare azzurro, in questo quadro «già molto critico» si inserisce un ulteriore «grave elemento» rappresentato dalla richiesta di rinvio a giudizio dei vertici della cooperativa «tra cui – chiosano – la moglie dell’assessore Modonesi che ad oggi è uno dei più accreditati candidati sindaco del Pd». Di qui l’auspicio che « l’assessore Modonesi, già presidente e fondatore della cooperativa Acli Cocinelle», chiarisca «una volta per tutte, magari in commissione, la situazione».

Va giù duro il segretario comunale della Lega Nord Nicola Lodi, secondo il quale «la vicenda conferma la mal gestione delle cooperative». «Il risultato è questo – continua l’esponente leghista –: cooperative complici per affari legati da un sistema che deve essere smascherato. Da queste prime indiscrezioni si parla di attività criminali le quali non lasciano spazio a giustificazioni, sono fatti gravi che meritano subito spiegazioni da parte del consiglio comunale. A giorni esporrò vicende analoghe e produrrò documentazioni circa altre situazione ben più gravi. Non è l’unica cooperativa che gestisce in malo modo affari: chiedo pubblicamente di essere ascoltato in procura dalla pm Castaldini per esporre fatti e consegnare documentazione. Quello che più fa arrabbIare – continua – è il perché solo ora si è venuto a sapere di tale grazie situazione? Da quanto tempo l’indagine ha preso corpo? Da quanto tempo sono iscritti nel Registro degli indagati? L’amministrazione comunale ferrarese ne era a conoscenza? Perché non si riunisce con urgenza un consiglio comunale straordinario? Abbiamo assistito al consiglio di lunedì riguardo allo ius soli, non era opportuno parlare di questa assurda vicenda?». Lodi chiede che «l’amministrazione faccia luce e comunichi chi sono tutti i componenti della cooperativa, i soci fondatori e se non esistano conflitto di interessi con alcuni componenti della attuale giunta». 
re. fe.