Ferrara, 11 ottobre 2017 - Un paese sconvolto per la morte della ragazza, e che si stringe attorno alla bimba di soli 5 anni. Renazzo piange Cristina Boroiban, vittima lunedì di un terribile incidente stradale; ma il cordoglio ha confini più vasti, la giovane infatti era conosciutissima per aver lavorato in diversi locali tra Cento, Finale Emilia e San Matteo della Decima, dove si trova il bar gestito dal compagno Fausto Bedini.

Forse stavano rientrando a casa proprio da quel locale, quando l’auto della 29enne rumena ha centrato frontalmente un furgone. Stando ai racconti dei testimoni, l’auto ha improvvisamente scartato a sinistra: non vi erano auto da sorpassare, il telefono della giovane non ha dato indicazioni di utilizzo e le velocità non erano alte. Lo stesso conducente del furgone, A.L., 45enne renazzese, ha raccontato di essersi trovato davanti l’auto: l’uomo è rientrato a casa ieri dall’ospedale Maggiore dov’era stato elitrasportato.

Probabilmente è stato salvato dalla cintura di sicurezza. Poche auto più avanti, c’era anche Bedini, allarmato dalla scena nello specchietto retrovisore. E mentre si compiva la tragedia, la bambina era all’asilo, già protetta dalle insegnanti e dalle suore che avevano appena saputo dell’accaduto.

«Speravamo non fosse vero. Un duro colpo. Quando abbiamo saputo abbiamo chiamato subito il papà. Oggi la bimba non è venuta a scuola per far sì che siano i parenti a spiegarle quel che è successo – dicono la maestra Serena e la direttrice suor Lidia delle Serve di Maria di Galeazza –: dovrà vivere una tragedia enorme. Era legatissima alla mamma, molto dolce e carina. Tratteremo la situazione con i modi migliori possibili per evitare che subisca altri traumi e tratteremo l’argomento anche con gli altri bambini. Ci siamo sentiti anche con i genitori dei compagni di classe, in modo che la piccina sia protetta da tutti».

Cristina era andata a scuola l’ultima volta il 2 ottobre scorso, per la festa dell’angelo custode: «Ci aveva salutato col suo bel sorriso – proseguono maestra e direttrice –: era legatissima alla sua bambina, un po’ introversa ma sempre disponibile».

Anche l’asilo si stringe alla famiglia, conclude Suor Lidia: «Lunedì sera, quando ci siamo ritrovate in comunità, abbiamo pregato per Cristina ma anche per la sua bambina e i suoi cari». Per stabilire le cause dell’incidente, occorrerà attendere anche i riscontri dell’autopsia, poiché si parla anche di un malore.