Ferrara, 4 novembre 2017 - I cassonetti a calotta hanno scatenato una mezza rivoluzione in città? «L’importante è che se ne parli, nel bene o nel male. Più se ne discute e più se ne prende coscienza. E si impara». Roberto Barilli, direttore generale operations del gruppo Hera, si affida a una battuta per inoltrarsi nel ginepraio dei nuovi sistemi per la raccolta dei rifiuti indifferenziati.

Barilli, da quando è iniziato il programma non c’è stata pace per le calotte. Vi aspettavate proteste e disagi?

«Erano messi in conto. Anche se, in certi casi, sono state un po’ strumentali, facendolo diventare un caso politico».

Ma i malfunzionamenti e le difficoltà dei cittadini non sono certo bagarre politica.

«Certo, nessuno è contento di doversi dare più da fare e di avere qualcuno che ‘misura’ i rifiuti. Ma lo prevede la legge».

Cosa risponde a chi teme di vedere lievitare le spese?

«Il costo complessivo del servizio non aumenterà. Anzi, per chi farà più differenziata ci sarà un addebito minore».

Veniamo ai malfunzionamenti di queste settimane. Cosa è successo?

«Le calotte hanno una serie di funzionalità avanzate e importanti. E forse questo ‘eccesso di tecnologia’ è stato la causa di qualche piccolo disguido».

E sarà sempre così?

«Alcuni disagi verificatisi in questi giorni sono legati al fatto che alcune calotte erano già attivate per le Card e altre no. A breve però, avremo una stazione di controllo che farà autodiagnosi e risolverà i problemi in tempo reale».

A proposito di Card. Ci risulta che abbiate ancora in giacenza molte Carte Smeraldo.

«Ci sono circa sedicimila utenti che non l’hanno ancora ritirata. Di questi, cinquemila sono residenti nel forese, dove c’è il porta a porta. Per loro quindi è optional».

E gli altri?

«Per loro abbiamo deciso di estendere fino al 30 novembre l’apertura dello sportello. E, se servirà, la estenderemo ancora».

Il Comune, a seguito degli ultimi intoppi, ha chiesto un rallentamento nella road map. Come avete reagito?

«È stata un’idea condivisa. Dobbiamo ancora installare 550 calotte. I lavori erano previsti per le prossime due settimane. Li diluiremo in quattro o cinque settimane, in modo da evitare nuove problematiche».

In queste settimane è aumentato il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti. Quali contromisure adotterete?

«Abbiamo portato da otto a dodici le squadre incaricate di rimuovere questo indifferenziato. Anche questo era preventivato. Un fenomeno causato non da furbetti, ma da difficoltà, presunte o reali, col nuovo meccanismo».

Nel complesso, come sta andando il progetto?

«A oggi è attivo il 60% delle calotte. E i risultati si vedono. La differenziata sta esplodendo. Abbiamo aumentato da 12 a 21 i giri per la raccolta di plastica e da 16 a 21 quelli per la carta».

Che obiettivo vi ponete?

«Di questo passo, già nel 2018 la città potrebbe raggiungere l’obiettivo del 70% di differenziata, come previsto dalla Regione».

A quale costo?

«L’investimento è di circa tre milioni e mezzo. È il più grande progetto di questo genere in Italia. E si ripaga senza chiedere un euro ai cittadini».