Ferrara, 4 ottobre 2017 - Più del Castello in miniatura e delle cartoline con salama e cappellacci ‘tira’ la canapa. Ebbene sì. Da febbraio in via San Romano, là dove c’era un discreto negozietto di souvenir, è nato un coloratissimo growshop. O canapaio, per dirlo nella lingua di Dante. Lo avranno notato in tanti. Di sicuro tutti quelli che seguono la pagina Facebook di ‘Amnesia’, il nome dell’attività. Che poi è la terza, di questo tipo, a Ferrara: gli altri due, internet ci viene subito in soccorso, sono in via Boiardo (Idroponica Grow shop) e in Corso Isonzo (Malerba).

Proprio i titolari del negozio di souvenir hanno deciso di inserirsi nel mercato della cannabis light, e di tutto quel mondo ad essa collegato. E, a distanza di qualche mese, il gestore, Gianmarco Guandalini, è soddisfatto. Gli affari vanno bene. Merito, anche, delle maglie larghe della legislazione italiana in materia. E’ gentile e risponde a ogni nostra curiosità: «E’ giusto far chiarezza e informazione verso un mondo che tanti guardano con diffidenza», spiega. E allora, mentre, Bob Marley ci osserva da un posacenere dentro una giungla di cartine, felpe colorate, borsellini in canapa, narghilè e ‘bong’, veniamo al dunque. E il ‘dunque’ si chiama Easyjoint. Una delle marche più famose di cannabis light, presentata in primavera alla fiera internazionale della canapa di Casalecchio di Reno.

«Easyjoint – spiega il gestore – commercializza inflorescenze di cannabis industriale, quindi legale». Insomma «canapa essiccata che deriva da semi certificati UE. In Italia ce ne sono 52 specie». La Easyjoint «è venduta in barattolini da otto grammi e costa 17 euro». Nei vari growshop d’Italia è stato subito boom. «Appena è uscita ne vendevamo 300 confezioni a settimana – spiega Guandalini – ma anche ora, appena arriva, finisce in pochi giorni. Dietro ogni confezione c’è scritto che è per uso tecnico e da laboratorio».

Insomma, non si può fumare? L’uso consentito non sarebbe quello. Stesso discorso per i semi, di molte varietà: «Sono da collezione. E durano anche decenni». Insomma, non si possono piantare? No, volendo rispettare la legge. Mentre chiacchieriamo diversi ragazzini, a più riprese, tutti minorenni (ma non dovrebbero essere a scuola alle 11 di mattina?) comprano qualche cartina. Nell’aria musica Goa Trance, per mettere subito le cose in chiaro. «Solo i maggiorenni possono comprare la canapa, infiorescenze o semi che siano», mette in chiaro il gestore. E batte sul tasto dell’educazione: «Quello di Easyjoint e di molti canapai è anche un atto politico. Il proibizionismo ha generato ignoranza. Soprattutto dopo la legalizzazione in molti Stati degli Usa è nata curiosità. La verità è che la cannabis è già libera: va tolto lo spaccio sulla strada. Genera degrado nei quartieri. E va tolto l’accesso ai minori. In 5 minuti si trova una dose, per strada».

E lo abbiamo dimostrato anche in un servizio sul Carlino. Ma volendo non rispettare la legge e decidendo di fumare le infiorescenza, quale effetto si sente? Guandalini sorride: «Praticamente nessuno». Su internet si legge di chi l’ha provata e un leggerissimo stato di relax lo ha provato. «Credo sia più un effetto placebo», risponde. Chissà. Non lo sapremo mai. Anche perché i semi non si piantano. Ricordatelo.