Ferrara, 4 dicembre 2017 - E’ successo ancora. Una nuova aggressione in Gad ai danni di un ferrarese a due giorni dal pestaggio dell’acquedotto. La misura è colma, nuovamente. La preoccupazione, la rabbia, la paura tornano a fare la voce grossa e la sensazione – dopo l’allarme lanciato ieri sul Carlino dai sindacati di polizia («Senza rinforzi non si fa niente») – è che la soluzione al problema sia davvero molto lontana.

Tre balordi. L’ultimo episodio risale a sabato sera: le 21.30, giardini del grattacielo, un ferrarese di 34 anni li sta attraversando con la propria bicicletta. In giro, manco a dirlo, ci sono gli spaccini nigeriani. Uno di questi avvicina il ciclista, lo obbliga a fermarsi: «Amico, tutto bene? Vuoi qualcosa?», è la solita domanda. Il 34enne rifiuta e cerca di allontanarsi, ma il ‘venditore’ non cede. «Serve qualcosa?», ripete con maggiore aggressività sentendosi arrivare un nuovo no. La situazione si scalda, dal nulla appaiono altri due colleghi del ‘commerciante’ di droga e insieme si gettano addosso al ciclista: lo spintonano, lo feriscono leggermente prima di sottrargli la bicicletta sulla quale si allontana uno dei tre, mentre la vittima riesce a fuggire verso viale Po – senza il suo mezzo e con una sbucciatura – e a chiamare la polizia. Ma all’arrivo della volante, degli aggressori non c’è traccia.

Denunciato. Non è finita. Due ore più tardi, sembra esserci una svolta. La polizia, in IV Novembre, incrocia uno straniero il quale, non appena vede il lampeggiante, tenta la fuga lasciando a terra un involucro di cellophane con 1,24 grammi di cocaina. Ma la corsa non durerà a lungo e gli agenti riusciranno a bloccarlo, seppur con difficoltà, lungo le mura. Qui lo spaccino cerca il tutto per tutto reagendo e colpendo i poliziotti, alla fine però avrà la peggio: denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e segnalato per il possesso della droga. Al termine della procedura burocratica, con una legge che non prevede per lui misure restrittive, è tornato libero. Dagli accertamenti, poi, è emerso che non faceva parte del gruppetto di aggressori.

Tagliani. Ieri, dopo il nuovo episodio di violenza, dal Comune è arrivata una nota del sindaco Tagliani il quale si dice «preoccupato per la ripresa, dopo un periodo di maggiore tranquillità, per le aggressioni avvenute in zona Giardino». Al prossimo incontro del Comitato sulla sicurezza, continua, «che si augura imminente, solleciterà e chiederà che venga spiegato come si intenda dare continuità alla cosiddetta “operazione martellamento”. Una continuità che non solo deve essere garantita ma anche intensificata».