Ferrara, 23 maggio 2017 - Per due anni non potrà avvicinarsi al Gad. Per lui saranno off limits la zona della stazione, piazzetta Castellina, via a Nazario Sauro e Cesare Battisti. Niente locali e niente passeggiate nella zona più calda della città. È il primo Daspo urbano emesso a Ferrara e uno dei primi a livello nazionale. Il questore Antonio Sbordone non ci ha pensato due volte a mettere in pratica il cosiddetto ‘decreto Minniti’ dell’aprile 2017. A finire nel mirino è stato un nigeriano, identificato e arrestato dalla polizia di Stato alcuni giorni fa durante un blitz al quartiere Giardino. L’uomo era finito in manette (e poi rimesso in libertà) per spaccio. Era stato infatti pizzicato dagli uomini della squadra mobile mentre smerciava cocaina davanti alla stazione. Visti i precedenti a carico del nigeriano, già arrestato in precedenza per le stesse ragioni e nella medesima zona, il questore ha deciso di far scattare il Daspo. Da ora e per i prossimi due anni quindi, il soggetto non potrà per nessuna ragione frequentare i locali pubblici delle vie elencate sopra, né fermarsi nelle vie circostanti.

«In molti si chiederanno se questo soggetto ce lo troveremo di nuovo a zonzo da quelle parti – ha osservato il questore Antonio Sbordone –. La risposta è ‘probabilmente sì’. Ma in ogni caso noi dobbiamo usare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. E quella del Daspo urbano ritengo sia un’arma utile per dare maggiore sicurezza ai nostri cittadini». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Tiziano Tagliani, che definisce la nuova legge un «decreto ambizioso». Una norma che offre «un ventaglio di strumenti per chi ha a cuore il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini. Ci mettono nelle condizioni di determinare alcune zone sulle quali puntare per una tutela particolare». E il quartiere Giardino, sembra essere il luogo predestinato. «Col questore individueremo le aree di maggiore interesse e quelle realtà che hanno determinato maggiori preoccupazioni – ha aggiunto il sindaco –. Non perseguiteremo la povertà, sia chiaro. Il Daspo non sarà per chi chiede l’elemosina. Ma guarderemo alle realtà più rilevanti». Tagliani dedica anche un passaggio al nodo delle scazzottate al quartiere Giardino, oggetto di un recente dibattito, anche politico. «Le risse sono ‘mini’, non ‘maxi’, ma sempre risse sono. Non ci limiteremo a registrare gli episodi. Su alcune zone vedremo di applicare misure tali da garantire a tutti la libera fruizione degli spazi pubblici».

La nuova normativa ha introdotto sanzioni da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture, luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcol o droghe, prostituendosi «in modo ostentato», esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto. Proprio per rendere operativo il nuovo Daspo per chi si è ripetutamente reso protagonista di lesioni al decoro urbano, con l’allontanamento fino a 12 mesi e per un periodo da 1 a 5 anni, per chi spaccia droga nei locali, è in atto col Comune uno studio per individuare le aree critiche e rendere più efficaci i nuovi poteri del sindaco.