Ferrara, 28 novembre 2017 - Una cosa, in Gad, è cambiata. Sentite Roberto Zaramella, presidente del Comitato 2013: «Di giorno c’è più fiducia. Vedendo il blindato con i militari passare, la gente ha più meno paura ad uscire. Ma la notte...». Già, la notte. Il buio che cala e i pusher che escono come lupi dall’oscurità.

Solita storia, solita paura, solita triste battaglia per avere un po’ di (sacrosanta) sicurezza. Non chiedono la luna i residenti del Gad. E lo vogliono ribadire ora ai nuovi prefetto e questore appena insediati. «Se abbiamo preso due guardie private per vigilare dentro il grattacielo, e ci sono i militari all’esterno, non mi pare una zona molto tranquilla...».

VIA DI NOTTE. Zaramella, dal suo appartamento al diciassettesimo piano, vede Ferrara in tutto il suo splendore. Ma da qualche tempo, è costretto a contemplare la luna da un’altra parte della città. «Vado a dormire altrove – racconta – perché le mie figlie hanno paura che mi capiti qualcosa. E così ho fatto. Questi criminali non hanno più scrupoli e le loro vendite le fanno davanti a tutti. Anche perché nessuno li disturba». Lega Nord a parte, vero Naomo?

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AVANTI LEGA. È di qualche sera fa il blitz, con tanto di megafono, del segretario Nicola Lodi a rincorrere ed allontanare gli ‘spaccini’. Ieri, poi, lo stesso ha scorrazzato da via Veneto a via Cassoli, con bici e telecamera, a filmare il tutto. «Il prefetto e il questore – dice – prendano atto della mia denuncia e la accettino come stimolo nell’incrementare le azioni di controllo. Vietato temporeggiare». Aggiunge Zaramella, rivolgendosi al prefetto Campanaro e al questore Pallini: «Pensino a noi, alla gente che vive lì. Non mollate la presa, una soluzione si può trovare e noi ci speriamo». Le case – ah, la sua è in vendita: «piace a tutti, ma nessuno la compra» – sono sprofondate a 15-18mila euro chiavi in mano e per fortuna che ci sono gli studenti a rinvigorire le tasche dei proprietari e tutto il quartiere.

ADDIO LICENZA. Una soluzione possibile, la mette sul piatto Giuliano Zanotti, presidente dell’Associazione residenti Gad: «Se c’è un’attività commerciale in odore di spaccio, si controlla, si chiude e, al terzo stop, cartellino rosso e via la licenza». Cita l’esempio di un esercizio in Nazario Sauro, «chiuso varie volte, ma ancora oggi operativissimo...». Vogliono essere più incisivi i residenti, a qualsiasi livello. Perché sono loro che vivono il quartiere. «Il problema – riprende Zanotti – è nato dalla sottovalutazione del passato. A suo tempo era stato segnalato, io stesso parlai della presenza di organizzazioni criminali e ricordo che un ufficiale dell’Arma mi volle convocare in caserma per sporgere denuncia. Vogliamo la possibilità di contrattazione e non quella di presenziare agli incontri in silenzio. Ad oggi con il Comune non abbiamo avuto voce in capitolo e le nostre proposte sono state bocciate».

L'operazione della polizia al Gad (foto Businesspress)

ESERCITO? NI. Sull’esercito, mostra scetticismo: «Non vedo grossi miglioramenti – chiude –, ci sono angoli dove si fanno ancora a bottigliate per la droga». L’ultimo quadretto lo dà una guardia privata: «Siamo in due, – dice ai microfoni di La7 – armati e con il giubbino antiproiettile. Dobbiamo andare fin sopra al ventesimo piano e troviamo gente che si sta facendo, fumando, bevendo. E questo capita spesso».