Ferrara, 5 dicembre 2017 - Parola d’ordine, in casa Lega Nord, è non chiamarle ronde. «Saremo solo – promette battaglia il segretario comunale del Carroccio, Nicola Naomo Lodi – dei disturbatori». Non della quiete pubblica – garantiscono – «ma di quelli che stanno rovinando la vita dei tanti ferraresi che vivono barricati». Giovedì alle 19.30 il Masaniello della Lega Nord ha organizzato un sit in per una prima raccolta di adesioni.

Per sondare il terreno e per tastare il polso del suo ‘esercito’. Ma è dalla sera successiva che si inizierà a fare sul serio. «Siamo autorizzati? No ma neanche i delinquenti lo sono». I ‘camminatori’ saranno muniti di pettorine, ricetrasmittenti, torce e fischietti. «Nessun manganello – scherza Lodi – ma solo azioni di disturbo per allontanare, dai cancelli dei nostri concittadini, gli spacciatori. Gli ultimi due episodi sono gravissimi. Queste persone picchiano, aggrediscono e non possiamo stare con le mani in mano».

Lodi assicura che da venerdì sera, per diverse ore, squadre di cinque o sei persone passeggeranno per le strade. «Siamo aperti a tutti – spiega – non solo ai militanti del partito. Pretendiamo solo persone equilibrate e disponibili a spendere qualche ora della settimana per il bene della città». «Credo che anche le ultime uscite del sindaco Tiziano Tagliani e dell’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi diano la misura della gravità della situazione».

«Non bastava – afferma Lorenzo Marcucci del M5S – l’assessore alla sicurezza che si chiede dove hanno sbagliato (negare il problema finché è diventato ingestibile, svegliandosi solo per le prossime elezioni?) e cosa possono fare (dimettersi no?), ora abbiamo anche un sindaco che è preoccupato per la ripresa delle aggressioni. Perché fino a ieri la Gad era Disneyland? O voleva forse dire che quando si picchia brutalmente una ragazza non si può tacere con buona pace dei calcoli politici per le poltrone? Le forze dell’ordine vengono spesso prese a calci e pugni nei controlli, l’ultimo caso due settimane fa, ma forse è colpa loro che non hanno scelto di fare il politico? Se torniamo indietro nel tempo si può benissimo vedere che c’è una costanza che non giustifica le solo recenti affermazioni. Il problema c’è come c’è sempre stato, e non è svegliandosi adesso che ci si lava dalle proprie colpe. Più che una ripresa delle aggressioni a me sembra solo una ripresa per i fondelli».