Ferrara, 5 agosto 2016 - L’assessore Chiara Sapigni è uscita da Gaibanella con la scorta (FOTO). Si è presentata nella sala parrocchiale – un’aula gonfia di volti sudati e umori rabbiosi – tra fischi, urla, critiche e quando ha esordito con «scusate, ma non ci pensate a tutta questa gente che fugge dalla guerra?», più di un poliziotto ha pensato al peggio.

Alla fine anche ai petti ruggenti di Lega Nord e Casa Pound è scesa la catena. «Ma ci è o ci fa?». E alla fine l’assessore ai servizi sociali è uscita praticamente sotto scorta di polizia e carabinieri.

Benvenuti a Gaibanella dove stanno per atterrare su Marte – già, Marte, vista la storia in programma – una trentina di rifugiati. E dire Marte può essere riduttivo visto da dove vengono e dove stanno per arrivare: in una villa con piscina ‘mosaicata’ e idromassaggio, un parco da tre ettari e mezzo e un arredamento da mille e una notte.

Mercoledì sera a Gaibanella in casa non c’era nessuno. Tutti al centro dove l’assessore ha incontrato la popolazione per discutere. Ma la discussione è naufragata dopo poco tra urla, rabbia e i pochi tentativi di quelli che, da una parte e dall’altra della barricata, hanno cercato di articolare un ragionamento.

«Io ho lavorato in un cantiere al Gad – tuona Davide Bindini – e qua rischiamo di finire nella stessa situazione». Vi lasciamo immaginare. «Non è possibile – prosegue – che organizzino queste riunioni solo per comunicare cose già decise. Perché non ci incontrano prima per chiedere cosa ne pensiamo?».

Tra i partecipanti alla riunione esponenti di Casa Pound, della Lega Nord Ferrara ma soprattutto tutta la popolazione. Una voglia matta di parlare. Di alzare la mano per attirare, almeno una volta, l’attenzione delle istituzioni.

«Quello che è successo nei locali della Parrocchia di Gaibanella – analizza il sindaco Tiziano Tagliani – è di una gravità inaudita. Nonostante rassicurazioni da parte della pubblica sicurezza, a conoscenza dell’incontro dell’assessore Sapigni con i cittadini in merito all’accoglienza di un gruppo di immigrati e dell’iniziativa di contrasto preannunciata da Nicola Lodi, all’assessore ed ai residenti è stato impedito di parlare».

«Azione – commenta il primo cittadino – coordinata tra Casa Pound e leghisti pervenuti da tutta la Provincia ha consentito di dare sfogo all’intero peggiore repertorio contro l’accoglienza». Ma l’affondo di Tagliani è tutto per la situazione «satura» di Ferrara. «Ferrara sta per scoppiare, abbiamo accolto più di 400 persone e la situazione è satura. La palla passa alla prefettura».

E sul caso Camelot Tagliani la chiude così. «Se la cooperativa è nel giusto vada pure avanti assumendosi le proprie responsabilità. Se invece si nutrono dubbi si ragioni sull’ipotesi di fermarsi».