Goro, 4 settembre 2017 – «Fondamentale la convivenza nel nome di Maria, la madre di Dio. La Madonna è la mamma di tutti noi, e come lei dobbiamo vivere nell’accoglienza e nella comunità».

Questa in sintesi l’omelia dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego che ieri, nella chiesa di Goro ha celebrato la messa per onorare la protettrice della cittadina portuale, Santa Maria delle Grazie.

Nel corso della messa monsignor Perego – che a tre mesi dall’inizio del proprio servizio pastorale all’arcidiocesi, ha ringraziato la cittadinanza gorese per l’accoglienza – ha ricordato che accogliere, ospitare e quindi integrarsi, siano tra i principi alla base della carità cristiana.

Il vescovo è giunto a Goro per la prima volta, dall’inizio del mandato pastorale, e la festa della protettrice è stata l’occasione migliore per conoscere la comunità.

Al termine della messa, per dare maggiore forza all’omelia di Perego incentrata sull’accoglienza e sulla condivisione, ha preso la parola il sindaco, Diego Viviani. nel suo breve discorso, il sindaco ha invitato la comunità all’accoglienza dei profughi.

«Dobbiamo fare la nostra parte – dice Viviani – e lavarci dalla macchia (riferendosi alle barricate di Gorino dello scorso ottobre, ndr), perché i goresi non sono quello che hanno mostrato solo una decina di persone».

Il sindaco ha poi ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzazione della festa.

Al termine della funzione religiosa, l’arcivescovo è stato ospite allo stand gastronomico allestito in occasione della festività e ha parlato a lungo con il sindaco che gli era seduto accanto

. Nel pomeriggio alle 16, il parroco di Goro, don Francesco Garbellini ha celebrato una messa prima della processione che ha accompagnato due statue di Santa Maria delle Grazie lungo le vie del paese, depositandone una in una nicchia, a protezione del territorio. La processione è stata accompagnata dalla musica della banda di Mesola.