Ferrara, 10 agosto 2017 - “Dopo gli articoli apparsi ieri sulla stampa locale dove si dava cronaca del fatto che per ben tre volte il famigerato Igor, assassino di nostro padre, avrebbe incontrato pattuglie dei carabinieri e per tutte e tre le volte sarebbe stato lasciato andare in attesa di rinforzi, noi adesso diciamo veramente basta. Questa sembra essere diventata una commedia che manca di rispetto alle vittime. Ci sono stati dei morti ammazzati. Uno di questi è nostro padre. Noi siamo cittadini e non numeri. Rivendichiamo rispetto”. Lo sfogo è di Francesca ed Emanuele Verri, i figli di Valerio Verri, la guardia volontaria uccisa da Norbert Feher l’8 aprile a Portomaggiore. Uno sfogo duro rivolto al ministro della Giustizia e dell’Interno Andrea Orlando e Marco Minniti, dove si dicono “arrabbiati con le istituzioni”.

“Mentre carabinieri armati ed addestrati non sono stati ritenuti in grado di affrontare insieme quel criminale, nostro padre, pensionato e volontario di Legambiente, è stato mandato allo sbaraglio”, prosegue la lettera, con i figli di Verri che si domandando “cosa si sta facendo in concreto per catturare questa persona? Cosa si sta facendo in concreto per perseguire le gravi responsabilità di coloro che hanno gestito in modo così superficiale e dilettantistico il nostro territorio?”.

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I Verri allora si rivolgono direttamente ai ministri: “Questo è un delirio totale inaccettabile cui si adegua anche la giustizia? Lo vogliamo chiedere personalmente a voi ministri Orlando e Minniti - proseguono i Verri - se vorrete risponderci e riceverci. Pretendiamo rispetto e responsabilità. Non vendetta o commiserazione. E rispetto vuol dire chiamare alle proprie evidenti responsabilità colui che, anche se importante, ha sbagliato più e più volte in modo intollerabile. Ogni volta che vediamo conferenze stampa dove le forze dell’ordine vengono fotografate per aver arrestato spacciatori od ubriachi noi cambiamo canale. Non è certo colpa loro, ma qualcuno si pone il problema di come ci possiamo sentire noi cittadini del Mezzano? Qualcuno si pone il problema di come ci possiamo sentire noi figli di Valerio Verri?”.

La conclusione dei figli della guardia volontaria uccisa da Feher, allora, è che: “chi sbaglia deve essere chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. Punto e basta