Ferrara, 13 aprile 2017 - Tane di animali profonde fino a due metri, chiaviche e idrovore. Sono solo alcuni dei rifugi ai quali potrebbe ricorrere Igor Vaclavic alias Norbert Feher, il latitante ricercato per gli omicidi di Davide Fabbri, barista di Budrio e di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria di Portomaggiore.

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Il primo luogo in cui potrebbe infilarsi per cercare di sfuggire alle centinaia di carabinieri e agenti che gli stanno dando la caccia sono proprio le tane di animali. Le buche scavate dagli istrici, ad esempio, possono essere larghe cinquanta centimetri e profonde un metro e ottanta. Il killer, esperto conoscitore della zona, potrebbe anche essersi nascosto in uno di questi anfratti. Magari cospargendosi di fango, in maniera da confondere l’olfatto dei cani molecolari. Stessa cosa potrebbe accadere con le buche scavate dalle nutrie. Opportunamente allargate, potrebbero trasformarsi in un giaciglio di fortuna per un fuggitivo.

 

 

 

Rimangono poi le chiaviche, le idrovore e i canalini di scolo. Il latitante potrebbe rimuovere eventuali grate di protezione e alloggiare nel vano che si crea. Insomma, la zona delle valli tra Argenta e la provincia di Bologna può riservargli un gran numero di rifugi nei quali, stando anche al parere degli esperti di sopravvivenza, potrebbe rimanere anche un mese, nutrendosi di erbe, fiori o di quello che trova sul suo percorso. 

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