Ferrara, 17 dicembre 2017 - Igor il russo sarebbe scappato dalla ‘zona rossa’, tra Argenta e il Bolognese, nascondendosi tra i pellegrini in viaggio per Lourdes. Una suggestione? Può essere. Fatto sta che la soffiata sarebbe arrivata alle orecchie degli inquirenti da un informatore ritenuto attendibile. E la pista sarebbe stata battuta. L’ipotesi della fuga su un pullman di fedeli non è del tutto campata per aria. Una volta arrivato a Lourdes infatti, ci avrebbe messo ben poco a sconfinare in Spagna. Di più, dalla cittadina francese alla zona in cui è stato catturato ci sarebbero circa 300 chilometri. Uno scherzo per uno come Norbert Feher, latitante da mesi e con tre omicidi e un tentato omicidio sulla coscienza. Una seconda ipotesi è che si possa essere spostato, sempre via pullman, mescolato con le badanti dell’est Europa che si spostano da un Paese all’altro in cerca di lavoro.

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Quale che sia stato l’escamotage, la certezza rimane la meta finale: la Spagna. Una destinazione indicata, in tempi non sospetti, anche dall’ex complice e amico Ivan Pajdek, compagno di scorrerie fino all’estate del 2015.

«Lo conosco bene – disse agli inquirenti dal carcere –. Lui punta alla Spagna. Cercatelo lì». E così è stato. La grande fuga di Igor/Norbert si è conclusa nel sangue a Teruel, nel sud dell’Aragona. Prima di farsi ammanettare dalla Guardia Civil, il serbo ha lasciato a terra altri tre cadaveri (due agenti e un allevatore). Anche le segnalazioni arrivate all’associazione ‘Amici di Davide Fabbri’, nata per ricordare il barista di Budrio, prima vittima di Feher, puntavano il dito verso la penisola iberica. Particolare attenzione è stata prestata a una di queste segnalazioni. La mail è arrivata tra luglio e agosto. Igor sarebbe stato visto scendere da un pullman e prendere un tram, dalle parti dell’aeroporto di Madrid. Non solo. Da tempo i carabinieri del Ros avevano messo la Spagna in cima alla lista delle possibili mete del fuggitivo. Ritenevano però si trovasse dalle parti di Malaga, dove si sospetta avesse più di un contatto. Nonostante si nascondesse nella più desolata campagna spagnola, secondo gli inquirenti, Igor riusciva a restare in contatto con parenti e fiancheggiatori in Serbia. La tecnica utilizzata pare fosse una sorta di ‘spola’ con alcuni intermediari che, allertati tramite un messaggio Whatsapp, si davano appuntamento in Austria per scambiarsi messaggi. Una rete di protezione che però non è riuscita a proteggerlo in eterno.