Ferrara, 10 gennaio 2018 – C'era anche Norber Feher, noto come 'Igor il russo' quando Pier Luigi Tartari venne ucciso. E' la nuova accusa che viene rivolta al fuggiasco da uno dei suoi ex complici, Patrick Ruszo durante il processo di appello per l'omicidio che si svolge a Bologna.

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Ruszo, slovacco 20enne, che assieme a Feher ha messo a segno alcune rapine, ha dichiarato che nell'agguato a Tartari - il 73enne di Aguscello venne rapinato e sequestrato nel settembre 2015 mentre stava rientrando in casa -, non erano in tre, come accertato finora, ma in quattro. E la quarta persona era proprio 'Igor', accusato di almeno cinque omicidi tra Italia e Spagna, dove è stato arrestato a metà dicembre.

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“Io - ha detto Ruszo, già condannato all'ergastolo, per spiegare come mai fino ad ora non avesse tirato in ballo il serbo - non volevo farlo, ma sono stato costretto perché Igor minacciava mia madre. La prima volta che sono stato ascoltato senza avvocato e interprete lo avevo detto. Ho detto anche che Igor era armato di fucile e pistola ma non mi hanno creduto. Io prima del fatto di Budrio avevo detto che Igor era pericoloso e armato”.

Per il delitto Tartari è già stato condannato a 30 anni in appello Ivan Pajdek, croato 52enne, il più 'anziano' della banda accusata di aver rapinato e ucciso il pensionato. Il processo di secondo grado è invece in corso per Ruszo e per il romeno Constantin Fiti, romeno 24enne.

Le dichiarazioni spontanee di Ruszo sono state tradotte da un interprete. Il procuratore generale Pier Franco Bruno ha detto in aula che chiederà l'invio degli atti alla procura di Ferrara per valutare l'imputazione del quarto uomo, cioè di Igor. Il pg ha poi concluso chiedendo la conferma dei due ergastoli.

Feher è già imputato a Ferrara per rapine commesse nel 2015 nella banda con Pajdek e Ruszo, la stessa ritenuta responsabile dell'omicidio del pensionato, aggredito e rapinato in casa ad Aguscello di Ferrara e poi abbandonato in un casolare a Fondo Reno, dove fu trovato dopo tre settimane. Un delitto che fino ad ora non era stato attribuito al killer serbo.