Ferrara, 8 ottobre 2015 – Riunione cruciale oggi a Roma per il CdA del Consorzio Interbancario, convocato per mettere a punto lo strumento tecnico con cui ottenere dalla Banca Centrale Europea il via libera all’acquisizione di Carife, oltre che di Banca Marche e Banca Etruria. Un’operazione di rilevanza economica enorme, che accanto ai 300 milioni di euro già deliberati per l’istituto di credito ferrarese, prevede uno stanziamento di quasi un miliardo di euro per garantire il salvataggio anche delle altre due banche.

Ma come detto serve il placet della Bce, fondamentale per evitare che l’Italia abbia il non invidiabile primato del primo bail-in bancario europeo. Che farebbe ricadere il costo del salvataggio sui possessori di obbligazioni e sugli stessi correntisti con depositi superiori ai 100mila euro. Un’opzione molto temuta anche a Ferrara, per le evidenti ripercussioni nella crisi di Carife, il cui orizzonte di serenità è legato oggi esclusivamente all’intervento del Fondo Interbancario. Alla vigilia della riunione decisiva dell’organismo consortile obbligatorio delle banche, convocato per stamattina a Roma, il nodo ancora da sciogliere riguarda la costituzione di una holding unica per rilevare le tre banche o, come appare al momento più probabile, quella di tre veicoli diversi, uno per ciascuna banca.

Una soluzione, quest’ultima, che renderebbe più veloce il salvataggio. Dal prossimo primo gennaio entrano in vigore le regole del bail-in e per le tre banche, in assenza di un cavaliere bianco sul mercato interessato a rilevarle, scatterebbe la procedura di risoluzione che metterebbe certo in imbarazzo la Banca d’Italia. L’operazione di salvataggio dovrebbe prevedere anche una parziale conversione in azioni delle obbligazioni subordinate. Intanto è ormai cosa fatta per Cesare Capatti, quale futuro vicepresidente di Carife; l’ex numero uno di Cedacri, che vanta anche un passato da vicepresidente della banca cittadina, ha ormai ottenuto il pieno gradimento del Fondo Interbancario. Tecnicamente verrà designato dalla Fondazione Carife in fase di voto del futuro CdA, ma in ambito locale non sembra aver più concorrenti. Gli altri nomi emersi nei mesi scorsi (il presidente della Fondazione Riccardo Maiarelli e il docente universitario Salvatore Madonna) sono fuori dai giochi per ragioni di incompatibilità.