Ferrara, 24 maggio 2017 - «Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un ‘ottimo’ funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti – purtroppo anche quelle religiose – in piedi, silenziose». È un passaggio di un intervento pubblicato dal quotidiano web La Nuova Bussola Quotidiana e firmato da monsignor Luigi Negri, arcivescovo uscente di Ferrara, diocesi dove il 3 giugno si insedierà monsignor Gian Carlo Perego. L’arcivescovo Negri si rivolge alle vittime dell’attentato terroristico di Manchester, che chiama «figli»: «Mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco –scrive –. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale».

E continua «Siete venuti al mondo – prosegue Negri – molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle ‘ragioni adeguate per vivere’, come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti». «Vi hanno messo nella società – si legge ancora – con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo. Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito».

«Io spero – aggiunge – che almeno qualcuno di questi guru – culturali, politici e religiosi – in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che ‘non è una guerra di religione’, che ‘la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione’. Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto».

«Io comunque – conclude il monsignore –, che sono un vecchio vescovo che crede ancora in Dio, in Cristo e nella Chiesa, celebrerò la messa per tutti voi il giorno del vostro funerale perché dall’altra parte – quale che siano state le vostre pratiche religiose – incontriate il volto carissimo della Madonna che, stringendovi nel suo abbraccio, vi consolerà di questa vita sprecata, non per colpa vostra ma per colpa dei vostri adulti».